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Incastonata tra Île de France, Lorena e Borgogna, nella parte nord-est della Francia, la Champagne racchiude nel suo stesso nome simbolo di prestigio e lusso. La viticoltura nella Champagne risale ai Greci prima e poi ai Romani. Il vero sviluppo nella produzione di vini fermi fu però favorito prevalentemente dagli ordini religiosi, nel X secolo. La paternità della nascita del vero vino spumante è invece attribuita a Dom Pérignon, monaco benedettino dell’Abbazia d’Hautvillers, a Épernay, il quale introdusse per la prima volta l’utilizzo della bottiglia in vetro e del tappo in sughero: questo sistema consentì di supportare una pressione più elevata e quindi produrre dei vini con abbondante effervescenza. In seguito, lo chef de cave della maison Veuve Clicquot trasformò la produzione dello champagne da artigianale a industriale, con la scoperta del remuage e della liqueur de tirage per la rifermentazione: così fu messo a punto il “metodo champenoise” oggi famoso in tutto il mondo, in Italia conosciuto come “metodo classico”, che prevede la rifermentazione in bottiglia. Infine, un gruppo di imprenditori tedeschi, nei nomi di Krug, Bollinger e Roederer, con il loro commercio lanciarono il successo economico di questo metodo, che persiste tutt’oggi. Nel 1927 si è avuta l’identificazione e delimitazione delle zone vitivinicole della regione, per decreto dell’Inao e nel 1936 la nascita dell’AOC Champagne. Il sottosuolo della Champagne ha caratteristiche uniche al mondo. E’ costituito dalla cosiddetta “craie”, roccia gessosa composto da fossili marini, che forma una riserva naturale d’umidità e consente un drenaggio perfetto del terreno. Queste condizioni assicurano un’elevata acidità delle uve e quindi la produzione di grandi bollicine. Le uve tradizionali da cui si elabora lo Champagne sono pinot nero, chardonnay e pinot meunier, talvolta elaborate in purezza, talaltre assemblate assieme per riprodurre un preciso stile della maison. Le zone vitivinicole della Champagne sono Montagne de Reims, Vallée de la Marne e Côte des Blancs nel dipartimento della Marne a nord-ovest, Côte de Sézanne nell’Alta Marna, più al centro, e Côte des Bars nel dipartimento dell’Aube, a sud. Le zone con la tradizione più antica sono quelle nella regione della Marna. Nella Vallée de la Marne, dove i sottosuoli sono composti di marne e argilla sabbiosa, si coltiva maggiormente il pinot meunier; la Montagne de Reims, culla del pinot nero, con sottosuolo di craie, arenarie e marne, mentre la Côte des Blancs, dove regna incontrastato lo chardonnay, con sottosuolo molto gessoso. La regione Aube, con la Côte des Bar, è la zona vitivinicola con la storia più recente. Qui si trova la nuova generazione di vignaioli che sta valorizzando questa parte della regione che per lungo tempo è stata considerata di serie b, con eccellenti risultati. La Côte de Sézanne è di conformazione simile alla Côte des Blancs, con suoli di marne e argilla, su sottosuolo di gesso. Infine, ci sono le piccolissime zone vitivinicole quali Vallée de la Vesle, Vallé de l’Ardre, Troyes e Rosé de Riceys dove si produce un vino rosato secco. Nel 1919 è stato creato il sistema della Échelle des Crus, ossia la Scala dei Cru. Il termine “cru” nella Champagne delimita il villaggio e non il singolo vigneto, come vale per le altre zone francesi. I 319 villaggi della regione sono stati classificati, assegnando ad ognuno un punteggio in percentuale in funzione della qualità del vigneto (questa percentuale determina di anno in anno il prezzo di acquisto delle uve rispetto al prezzo massimo fissato nell’anno). Tale suddivisione prevede 3 livelli: 17 comuni sono stati classificati “Grand Cru”, valutati al 100%, per un totale di 4000 ettari; 41 comuni “Premier Cru”, su 5000 ettari, valutati al 90-99%; i restanti 255 comuni, come generici “Cru”, valutai all’80-89%. Dei comuni “Grand Cru”, 9 si trovano nella Montagne de Reims - Louvois, Verzenay, Mailly, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx, con i più importanti che sono Bouzy, Verzy e Ambonnay -, 2 nella Vallée de la Marne - Aÿ e Tours-sur-Marne - e 6 nella Côte des Blancs (Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger). In questa regione coesistono varie realtà, che vanno dalle grandi maison di Champagne, che sono definite anche “négociants manipulant” - ossia produttori che, oltre a coltivare i propri vigneti, acquistano uve o vino da altri vignaioli - e piccoli produttori, anche definiti “récoltants manipulant”, che coltivano invece solo i propri vigneti, elaborando direttamente i propri vini.

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