PERRIER-JOUËT

Maison — Champagne, Épernay

Quattro magnum con gli anemoni di Gallé, nascoste in cantina per sessantadue anni. Ritrovate nel 1964, sono diventate icone che sopravvivono al tempo, in un'eterna Belle Époque.

1811  ·  Champagne AOC

Territorio

Côte des Blancs — Cramant, Avize Grand Cru

Vitigno principale

Chardonnay

Cuvée icona

Belle Époque

Nel 1902 Octave Gallice, erede della Maison, commissionò a Émile Gallé, maestro indiscusso dell'Art Nouveau, il disegno di quattro magnum decorate con anemoni bianchi giapponesi. Gallé le consegnò e la Maison le trovò bellissime ma decisamente troppo costose per una produzione commerciale, decidendo quindi di nasconderle in cantina, dove restarono a prendere polvere per 62 anni. Nel 1964 l'allora Chef de Cave André Baveret le riscoprì per puro caso, e nel 1969 Perrier-Jouët decise di lanciare la Belle Époque con il millesimo 1964 e con le stesse iconiche decorazioni create da Gallice, inaugurando quella che sarebbe diventata la bottiglia più riconoscibile del mondo dello Champagne. Il disegno non è cambiato da allora.

Grand Cru di Cramant e Avize: il cuore della Côte des Blancs

Perrier-Jouët possiede circa 266 acri di vigneti in Champagne, con più della metà concentrata nei Grand Crus di Cramant e Avize, i due comuni più vocati della Côte des Blancs per il Chardonnay. La Côte des Blancs è l'unica sottozona della Champagne a esposizione est, su suoli di gesso cretaceo che trattengono l'umidità e restituiscono mineralità e tensione acida che nessun altro territorio della regione sa replicare in modo così sistematico. Il Chardonnay qui matura lentamente, sviluppa eleganza e struttura, e regge lunghi affinamenti sui lieviti. La Belle Époque Blanc de Blancs, prodotta esclusivamente da Chardonnay di Cramant e lanciata nel 1993, è l'espressione più pura di questo patrimonio viticolo: prodotta solo nelle annate migliori, in quantità limitate, è tra i Blanc de Blancs di riferimento assoluto della Champagne.

Lo stile Perrier-Jouët e come scegliere nella gamma

Il profilo identitario della Maison è costruito sulla prevalenza di Chardonnay e su vinificazioni parcellari che preservano il carattere dei singoli vigneti. Il Grand Brut — la cuvée base, non millesimata — è il punto di ingresso con il prezzo più accessibile della gamma: floreale, con note di agrumi, mela verde e una mousse fine, immediato ma non banale. La Belle Époque millesimata è il gradino successivo: più complessa, con frutta gialla matura, sfumature tostate e una tensione minerale che richiede qualche anno per esprimersi al meglio. Il prezzo della Belle Époque riflette la selezione parcellare e la produzione limitata — ma rimane significativamente inferiore a quello di altri prestige cuvée della regione a parità di qualità. Da quando Séverine Frerson ha assunto il ruolo di Chef de Cave — prima donna nella storia della Maison — l'approccio alle vinificazioni si è fatto ancora più attento alla preservazione della freschezza e all'espressione del terroir. Per chi non ha mai aperto una bottiglia con gli anemoni bianchi: è uno di quei vini che si ricordano, una bevuta Art Nouveau a tutti gli effetti.

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