PROSECCO DOCG IN VENDITA ONLINE

Fino al 2009 Prosecco era il nome di un'uva. Poi la riforma della denominazione ha ribattezzato quel vitigno Glera e ha trasformato Prosecco in un nome di luogo, agganciato a un paese in provincia di Trieste. Da allora la parola sull'etichetta non dice più che uva c'è nella bottiglia, dice solo che quella bottiglia rientra in un perimetro legale che copre nove province tra Veneto e Friuli. Per capire cosa stai comprando devi leggere la parola accanto a Prosecco, non Prosecco.

Cosa leggere in etichetta accanto alla parola Prosecco

La scala si legge nelle rese massime per ettaro, che il disciplinare stringe man mano che si sale in collina. Il Prosecco DOC arriva a 18 tonnellate per ettaro su un'area in gran parte pianeggiante: è la bollicina da aperitivo quotidiano, fragrante e diretta. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG scende a 13,5 tonnellate sulle colline patrimonio UNESCO dal 2019, dove la Glera matura più lentamente. Le Rive, le menzioni riservate a singoli comuni e frazioni, scendono a 13 tonnellate e obbligano a mettere l'annata in etichetta: se leggi "Rive di" sai già che quella bottiglia viene da un versante preciso e da una vendemmia precisa. In cima il Cartizze, circa 107 ettari nel comune di Valdobbiadene, si ferma a 12. Tutta la selezione Valdobbiadene Superiore parte da quella soglia in giù.

Frizzante, spumante, sui lieviti: non tutto il Prosecco ha le stesse bolle

La pressione in bottiglia divide tre vini diversi che portano lo stesso nome. Il frizzante resta sotto le 2,5 atmosfere e ha bollicine larghe e brevi. Lo spumante supera le 3 atmosfere ed è quello che quasi tutti hanno in mente. Esiste anche una versione tranquilla, senza bolle, ormai rara. Poi c'è il sui lieviti, quello che in zona si chiamava Col Fondo: rifermenta in bottiglia invece che in autoclave, non viene filtrato, esce velato e con il tappo a corona. È l'unico Prosecco che guadagna da uno o due anni di cantina, ed è anche l'unica tipologia che, con Rive e Cartizze, va vendemmiata solo a mano. Il millesimato è un'altra cosa ancora: indica che almeno l'85% delle uve viene da una sola annata.

A tavola: oltre l'aperitivo

Il Brut regge una cena intera: sarde in saor, risotto agli asparagi, fritto misto. L'Extra Dry funziona sui salumi veneti e sul baccalà mantecato, dove la punta dolce smorza il sale. Il Dry e il Cartizze chiudono il pasto su pasticceria secca e crostate di frutta, non aprono l'aperitivo. Il sui lieviti chiede piatti grassi, dalla soppressa ai formaggi di malga. Servilo tra 6 e 8 gradi e usa un calice bianco normale: il flûte comprime gli aromi invece di aiutarli. Trovi tutti gli abbinamenti con il Prosecco raccolti a parte.

Quanto costa un Prosecco e cosa stai pagando

La scala dei prezzi ricalca quella delle rese, ettaro per ettaro. La DOC sta fra 8 e 13 euro: 18 tonnellate per ettaro su terreni pianeggianti e meccanizzabili fanno un costo industriale per bottiglia, ed è il motivo per cui quello da pochi euro al supermercato esiste senza essere un falso. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG parte da 12 e arriva sui 20, perché la collina scende a 13,5 tonnellate e in pendenza il trattore non entra. Le Rive stanno fra 16 e 25, e lì paghi due vincoli precisi: la raccolta obbligatoriamente a mano e l'annata in etichetta, che toglie la possibilità di correggere una vendemmia storta assemblando l'anno prima. Il Cartizze comincia a 25 e supera i 35: poco più di cento ettari esistenti al mondo, e a quel punto il prezzo lo fa la scarsità prima della qualità.

Domande frequenti sul Prosecco

Che tipo di vino è il Prosecco?

Il Prosecco è un vino bianco spumante prodotto in nove province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, da uve Glera per almeno l'85%, con seconda fermentazione in autoclave secondo il metodo Martinotti. Esiste in versione spumante, frizzante e tranquilla, e in due livelli di denominazione: DOC e DOCG.

Qual è la differenza tra Prosecco e spumante?

Il Prosecco è uno spumante, non il suo contrario: la parola spumante indica la categoria, Prosecco una denominazione dentro quella categoria. Uno spumante può nascere ovunque, da qualsiasi uva e con qualsiasi metodo, mentre il Franciacorta rifermenta in bottiglia e il Prosecco in autoclave.

Che differenza c'è tra Prosecco Brut ed Extra Dry?

Il Brut è più secco dell'Extra Dry, nonostante il nome suggerisca il contrario. Il Brut sta fra 0 e 12 grammi di zucchero residuo per litro, l'Extra Dry fra 12 e 17, il Dry fra 17 e 32. La scala vale per tutti gli spumanti europei e nel Prosecco l'Extra Dry resta lo stile storicamente più diffuso.

Qual è il Prosecco migliore?

Dipende da cosa ci fai. Per un aperitivo o uno spritz basta una DOC sotto i 13 euro, e spendere di più è denaro sprecato. Per la tavola o per un regalo cerca Conegliano Valdobbiadene in etichetta, dai 12 euro in su, meglio con una Riva. Per il fine pasto, Cartizze o un Dry.

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