Champagne: la differenza tra vigneron e maison
In questo articolo
La differenza Le grandi maison L'arte dell'assemblaggio I vigneron Lo Champagne de vigneron Quale scegliere
La storia dello Champagne è tra le più ricche di colpi di scena del mondo del vino. Tanto è successo in quegli oltre 34.000 ettari di vigneto, e molte innovazioni tecniche, culturali e di gusto sono partite da qui per conquistare il mondo.
Negli ultimi decenni, però, è successo qualcosa di nuovo: un movimento di vigneron che ha cambiato gli equilibri con le grandi maison. Ma andiamo con ordine: che differenza c'è tra vigneron e maison de Champagne?
La differenza tra vigneron e maison
Tutti conoscono lo Champagne, anche chi non si intende di vino. In gran parte il merito è delle cantine che lo producono: nomi famosissimi, con secoli di storia e una presenza in tutto il mondo, a volte veri marchi di lifestyle.
Queste cantine si chiamano maison. Dalla più antica, Ruinart, fondata nel 1729, alle più recenti come Nicolas Feuillatte, nata negli anni Settanta da una grande unione di cooperative, sono all'origine del prestigio delle bollicine della regione.
A differenza di altre zone francesi, qui la produzione è divisa tradizionalmente tra due attori. Le maison possiedono poche vigne, circa un decimo del totale: acquistano la maggior parte delle uve e si occupano di vinificazione e distribuzione. I vigneron, in francese "viticoltori", sono circa 16.000 e coltivano le uve della Champagne: Chardonnay, Pinot Noir e Meunier. Spesso possiedono meno di un ettaro a testa.
Questo sistema, negli ultimi decenni, ha cominciato a cambiare.
Il dettaglio da sapere
Per sapere chi ha fatto lo Champagne che hai in mano, guarda il codice stampato accanto al numero di registrazione in etichetta. NM (négociant-manipulant) indica una maison che compra uve; RM (récoltant-manipulant) un vigneron che fa il vino con le proprie uve; CM (coopérative de manipulation) una cooperativa; RC (récoltant-coopérateur) un viticoltore che vende col proprio nome un vino fatto dalla cooperativa; MA (marque d'acheteur) il marchio di un acquirente, come un supermercato.
Secoli di tradizione vinicola: le grandi maison
Nel corso dei secoli le grandi case hanno perfezionato il metodo e creato le proprie tradizioni. A Veuve Clicquot si deve la table de remuage, il cavalletto per portare i lieviti verso il collo della bottiglia, e le si attribuisce anche il primo rosé ottenuto per assemblaggio. E Dom Pérignon? Il monaco di Hautvillers non inventò le bollicine, ma fu un maestro dell'assemblaggio: il suo nome è oggi quello della cuvée di prestigio di Moët & Chandon.
Le maison hanno anche aperto i grandi mercati. In Gran Bretagna Pol Roger aveva un estimatore illustre in Winston Churchill; negli Stati Uniti, nella seconda metà dell'Ottocento, lo Champagne di Charles Heidsieck era noto nei salotti come "Champagne Charlie". E nel 1876 Louis Roederer creò il Cristal per lo zar Alessandro II, in bottiglie di cristallo trasparente: nel 1924 la maison lo rilanciò, dando vita alla prima cuvée de prestige della storia.
Il raffinamento supremo di un’arte
Comprando uve o a volte i vins clairs, cioè i vini base per la spumantizzazione, verrebbe da pensare che le maison si disinteressino del territorio della Champagne. Nulla di più sbagliato. Ogni anno valutano le parcelle dei viticoltori con cui lavorano da generazioni e decidono, cuvée per cuvée, quali uve servono per il profilo del vino.
In prima persona si occupano di vinificazione, affinamento nelle spettacolari cantine di gesso, le crayères, e soprattutto dell'assemblaggio. Nei sans année si parte in genere dalla vendemmia più recente e si aggiunge una quota variabile di vini di riserva della casa, scegliendo con cura quali parcelle unire, dai premier ai grand cru.
Alcune grandi case stanno scegliendo un approccio più di vigna che di cantina, per raccontare il carattere dell'annata invece di inseguire sempre lo stesso "gusto maison". È il caso di Louis Roederer, dove Jean-Baptiste Lécaillon, a lungo chef de cave, ha trasformato il Brut Premier, il sans année storico della casa, nella serie Collection. Roederer è anche una maison atipica: possiede circa 240 ettari di vigne, in buona parte in grand e premier cru.

Maison · NM
Champagne Brut Blanc de Blancs 2019 - Louis Roederer
105,00 € · millesimato
Paglierino con riflessi verdi, perlage sottilissimo. Da una maison che, a differenza di molte altre, possiede gran parte delle proprie vigne: l’esempio perfetto di come i confini tra i due mondi si stiano sfumando.
Scopri su Tannico →La viticoltura artigianale: la rivincita dei vigneron
Veniamo ai vigneron. La parola significa viticoltore, ma qui vuol dire qualcosa di più. Se tradizionalmente i vigneron vendevano le uve alle maison, dal secolo scorso hanno cominciato a fare il vino da sé.
La prima strada? La cooperazione. Le prime cooperative sono nate poco prima della Prima guerra mondiale e sono cresciute rapidamente negli anni Sessanta; oggi in Champagne ce ne sono 140. Alcune fanno i vini base per le maison, altre imbottigliano Champagne con un proprio marchio. È il caso di H. Blin, cooperativa della Vallée de la Marne, che valorizza in particolare il Meunier, il vitigno meno noto della Champagne, e di cui Tannico è importatore esclusivo in Italia.

Cooperativa · CM
Champagne Brut "Charles Vercy" Cuvée de Réserve - H. Blin
25,00 € · senza annata
Giallo dorato, perlage fine e persistente, fiori gialli in apertura. Dalla cooperativa di Vincelles, nella Vallée de la Marne: lo Champagne dei viticoltori associati, a un prezzo da tutti i giorni.
Scopri su Tannico →Altri viticoltori hanno scelto di fare e vendere lo Champagne con il proprio nome: Francis Boulard, Jeaunaux Robin o Gaston Collard, per fare solo qualche esempio. Sono i récoltant-manipulant, con la sigla RM in etichetta. I grandi nomi come Ruinart, Moët & Chandon e Dom Pérignon sono invece négociant-manipulant (NM), cioè grandi produttori che comprano uve per realizzare Champagne nello stile della casa.
Non tutte le maison però lavorano allo stesso modo: alcune producono a partire da un mix variabile di uve acquistate e uve coltivate in vigne di proprietà.
Cos’è lo Champagne de vigneron?
Con Champagne de vigneron si intende uno Champagne dal carattere personale, spesso da piccole produzioni curate nei minimi dettagli. Conoscenza delle proprie vigne, impegno e passione si traducono in un vino artigianale, che può guardare alla tradizione o al futuro. Fuori dalla Francia sono ancora una quota piccola delle vendite, ma negli ultimi anni hanno cambiato molto la percezione degli appassionati.
Nella ricerca di un vino più puro, molti vigneron hanno scelto l'agricoltura biologica e biodinamica. Anche grazie a loro, la Champagne è diventata una delle regioni più attive sulla sostenibilità: l'obiettivo dichiarato dal Comité Champagne è arrivare alla certificazione ambientale di tutti i vigneti entro il 2030.

Vigneron · RM
Champagne Extra Brut "Le Talus de Saint Prix" - Jeaunaux Robin
59,90 € · Extra Brut
Paglierino, perlage fine, agrumi, frutta bianca e note di pasticceria. Uno Champagne di vigneron, fatto con le uve della propria azienda: il modo migliore per sentire la differenza con lo stile di una maison.
Scopri su Tannico →Champagne de vigneron o maison de Champagne?
Semplificando si potrebbe parlare di vini artigianali contro vini commerciali, di piccoli produttori contro grandi marchi. Ma secondo noi non è proprio così.
Tannico crede da sempre nei vignaioli coraggiosi e negli artigiani delle bollicine, e non possiamo che accogliere con gioia questo allargamento di prospettive. Allo stesso tempo, le grandi maison hanno scritto una parte enorme della storia del vino francese, e in molti casi la qualità è davvero il loro obiettivo ultimo. Per farsi un'idea c'è un solo modo: assaggiare e giudicare con il proprio palato. Se vuoi qualche criterio in più, c'è la nostra guida su come riconoscere un buon Champagne.
Scopri su Tannico
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Dalle grandi case storiche ai nuovi vigneron: tutta la nostra selezione di Champagne.