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Non sono molte le cantine che, in Italia, affondano le proprie radici nel territorio che le circonda e nella sua storia come quella rilanciata da Emidio Pepe negli anni sessanta. Un percorso che era iniziato alla fine dell'ottocento e che da allora è sinonimo stesso di Abruzzo e dei suoi vitigni più rappresentativi: trebbiano e montepulciano. Oggi, a cinquant'anni di distanza, sono le figlie Daniela e Sofia, affiancate dalla nipote Chiara, a portare avanti questa tradizione così unica: un percorso fatto di pratiche agricole e di cantina che negli anni sono rimaste immutate, biologiche e biodinamiche prima di ogni moda e certificazione. Vini meravigliosi, sfaccettati e profondi, capaci di sfidare il passare del tempo come pochissimi altri. Non è un caso quindi che Pepe sia sinonimo stesso di espressione territoriale e di longevità, termini forse abusati ma che qui, non lontano da Teramo, trovano un senso particolarmente compiuto.

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