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Margarita Cocktail

Margarita Cocktail: ricetta e ingredienti

Il suo compleanno è il 22 febbraio, nel National Margarita Day, quando gli americani festeggiano il drink che per molti racchiude i sapori e i profumi del Messico. Mare, sole e spiagge. È questo lo scenario evocato dal suo nome e non potrebbe essere diversamente, visto che l’ingrediente principale del Margarita è la tequila, acquavite distillata di agave. Le sue origini, come spesso accade nella storia della miscelazione, si perdono tra miti e leggende, ma oggi è diventato un drink internazionale, elegante, ideale per un aperitivo o un dopocena, da sorseggiare al calar del sole o nelle serate estive. Qui scopriamo insieme un po’ della sua storia e quali ingredienti servono per preparare un buon Margarita cocktail.

Gli ingredienti del Margarita Cocktail: come prepararlo

Il Margarita fa parte della categoria dei cocktail sour, preparati cioè con succo di limone, distillati e correttore. Per prepararlo ti basta qualche minuto e pochi ingredienti: tequila, triple sec e limone. Ecco le quantità esatte e la ricetta per farlo comodamente a casa tua:

- 3,5 cl di tequila
- 2 cl di triple sec
- 1,5 cl di succo fresco di lime o limone
- sale

Ora non ti resta che seguire passo passo le indicazioni utili alla preparazione. Il Margarita va sorseggiato in una coppa ghiacciata: per farla raffreddare puoi tenere il bicchiere in freezer o metterci dei cubetti di ghiaccio per qualche minuto. Ora procedi alla bordatura del bicchiere bagnando leggermente il bordo con una fetta di lime e Immergendolo successivamente in un piattino pieno di sale, dove dovrai girarlo velocemente. Completata la bordatura, pulisci l’interno dal sale.

A questo punto spremi il lime e filtrane il succo nello shaker. Adesso puoi versare il triple sec, la tequila e il ghiaccio nello shaker, mescola il tutto agitandolo per dieci secondi circa e versa il cocktail nella coppa precedentemente raffreddata. Il Margarita è pronto per essere gustato con piatti grassi o piccanti, fritture e in generale tutta la cucina messicana.

Le reinterpretazioni più diffuse e i consigli per gustare un buon Margarita

Esotico, refrigerante, dal gusto deciso e dal perfetto equilibrio aromatico, il Margarita non è esente da reinterpretazioni in cui a variare sono soprattutto le proporzioni degli ingredienti e la loro sostituzione. C’è ad esempio chi, prediligendone una versione più dolce, aggiunge succo di lime imbottigliato. La tradizione inoltre prevede che sia servito con ghiaccio, ma negli ultimi anni si è diffusa una variante che lo vuole mescolato con una crema di ghiaccio. Per farlo basta centrifugare i soliti ingredienti in un frullatore.
Ma ecco alcuni segreti per gustarlo al meglio sia nella sua veste originale che nelle rivisitazioni più contemporanee.

In pochi sanno che per avere un succo più abbondante è sufficiente massaggiare con le mani il lime prima di spremerlo, così da scaldarlo; l’aumento della temperatura infatti lo rende più succoso.

Mai spremere il lime andando troppo a fondo, la parte della buccia più vicina al bianco è infatti più amara, sentore che non si accompagna bene al resto degli ingredienti.

Non tutti sono fan della bordatura del bicchiere con il sale, una soluzione potrebbe essere allora quella di spolverare solo metà bordo, così da poter scegliere da che parte bere.

Un po’ di storia: l’origine del nome Margarita

Le origini del cocktail e del suo nome sono abbastanza nebbiose, e come succede spesso in questi casi si perdono tra vecchie credenze e storie curiose tramandate spesso oralmente. Sono stati in tantissimi a rivendicarne la paternità, le versioni sulla sua nascita si rincorrono, ma tutte concordano nel collocarne la sua comparsa tra gli anni ’30 e ’40 in Messico.
Tra i candidati più accreditati al ruolo di ‘creatore’ spicca il nome di Danny Negrete, un barman che nel 1936 al Garci Crispo Hotel, il bar di sua proprietà aperto con il fratello David, preparò un drink combinando in un bicchiere pieno di ghiaccio tritato un terzo di triple sec, un terzo di tequila e un terzo di succo di lime. Lo presentò come il regalo di nozze a sua cognata Margarita. Così sarebbe nato uno dei cocktail sour più celebri, almeno fino a quando non si fece largo un’altra storia, quella secondo cui nel 1938 Carlos “Danny” Herrera nel suo Rancho La Gloria miscelò una parte di tequila, succo di lime e triple sec, creando così per la prima volta il Margarita. Lo aveva fatto per una sua cliente speciale, un’attrice americana, Marjorie King, allergica ai liquori ma non alla tequila. Non la pensa così chi invece lo fa risalire addirittura a un drink preparato appositamente per Rita Hayworth, il cui nome di battesimo era Margarita Cansino. Un’altra ipotesi è che ad Acapulco nel 1948 Margaret Sames avrebbe inventato il Margarita usando una parte di Cointreau, tre di tequila e una di succo di limone. Solo successivamente decise di spolverare il bordo del bicchiere con un po’ di sale; si era infatti accorta che a molti piaceva sorseggiare la tequila dopo aver leccato del sale. Se la storia della sua nascita ha dei contorni fumosi, su una cosa si è abbastanza certi: la prima ricetta del Margarita apparve nel 1953 sulle pagine del magazine Esquire America. Non se ne specificava il nome, ma gli ingredienti del nuovo drink erano tequila, succo di lime e triple sec da servire in coppa con un pizzico di sale sul bordo.

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