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Immersa in una profonda valle attraversata dall’omonimo fiume, il più lungo della nazione, e confinante ad est con la Borgogna, la Loira è la regione con il vigneto più esteso di Francia. La viticoltura nella Loira può essere fatta risalire al V secolo, a Auvergne, con l’insediamento dei Romani, i quali portarono le prime barbatelle. Furono i mercanti olandesi i primi a scoprire i vini di questo territorio, nel XI secolo, incentivandone il commercio. Zona storicamente dominata dalla coltivazione di uve a bacca bianca, la ricostruzione del vigneto post fillossera coinvolse anche l’impianto delle prime viti di uve a bacca rossa. Il clima della Loira è di tipo continentale dal Massiccio Centrale verso Sancerre, ad est, e oceanico verso ovest. Le condizioni climatiche sono piuttosto incerte, le annate sono talvolta molto rigide e incise da frequenti piogge; la temperatura raggiunge spesso valori piuttosto bassi, quasi al limite della sopravvivenza della vite. Le vigne, che occupano in totale circa 55 mila ettari, si ergono su colline esposte ad est e godono di microclimi e terreni molto diversi, dall’ardesia e scisti di Anjou, alla ghiaia e sabbia di Chinon; dal gesso e tufo di Saumur e Vouvray, all'argilla e marne calcaree miste a silice o "silex" a Sancerre e Pouilly, fino ad arrivare a suoli ciottolosi e calcarei. La zona vitivinicola può essere divisa principalmente in quattro aree. La zona orientale include la parte più importante, Sancerre e Pouilly-sur-Loire, con l’AOC Pouilly-Fumé, dove domina incontrastato il sauvignon blanc, da cui nascono i vini bianchi più importanti della regione: delicati quelli di Sancerre, rotondi invece i Pouilly-Fumé. Accanto a Sancerre, ci sono le piccole zone di Menetou-Salon, Quincy e Reuilly. L’area centrale include Touraine, culla di vini rossi complessi ed eleganti da uve cabernet franc; Vouvray e Montlouis e, più ad ovest, Anjou-Saumur e Savennieres, tutte zone note per eleganti bianchi da chenin blanc. L’area occidentale che comprende la zona di Nantes, regno dell’uva a bacca bianca muscadet, nota anche come melon de Bourgogne, che è anche il vitigno più diffuso della regione. Questa zona include le AOC Muscadet, Muscadet Coteaux de la Loire, Muscadet Côtes de Grandlieu e il più noto Muscadet de Sèvre et Maine, tutte denominazioni che danno vita a vini bianchi leggeri, semplici e fruttati. Una particolarità della regione sono anche i vini “moelleux”, elaborati da uve chenin blanc, in grado di sostenere lunghissimi periodi di affinamento, e i Crémant de Loire, spumanti a rifermentazione in bottiglia. Un grande protagonista della storia e dell’identità vitivinicola di questa regione è Nicolas Joly. Ex banchiere, negli anni ‘70 Joly prende in mano la direzione del domaine La Roche-Aux-Moines. Osservando le sue vigne di chenin blanc degradarsi sempre più, Joly decide di sperimentare la coltura in biodinamica sostenuta da alcuni scritti di Rodolphe Steiner che gli era capitato di leggere. A seguito dei sorprendenti risultati ottenuti, nel 1984 applica questa filosofia a tutti i 12 ettari di proprietà e nel 1997 scrive un libro raccontando la sua esperienza in vigna. Oggi Joly rappresenta un maestro della biodinamica e le sue lezioni sono state messe in pratica dai più grandi produttori di questo tempo, non solo francesi. Altra icona indiscussa della Loira è Didier Dagueneau, grande interprete di Sauvignon biodinamici, capolavori inarrivabili in eleganza, spessore e vastità aromatica, senza dimenticare Domaine Huet, di Vouvray, che elabora Chenin Blanc da una personalità straordinaria. jQuery(function(){ jQuery('div.leggi').expander({ slicePoint: 600, expandText: '(leggi tutto)', userCollapseText: '(leggi meno)', afterExpand: function(){ jQuery(this).find('.details').css('display','inline') }, }); });

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