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La domanda di oggi è: cosa faresti se vincessi alla lotteria? Compreresti un po’ di vino? Anzi, non ti piacerebbe avere una cantina delle meraviglie? Scherzi a parte, oggi ci siamo divertiti a mettere insieme alcune delle bottiglie più spettacolari ci siano in circolazione, vini mitici, quasi irraggiungibili per fama e (soprattutto) per prezzo, quelli insomma che nel percorso di ogni appassionato andrebbero stappate almeno una volta nella vita. Abbiamo iniziato da un grande formato del più celebre degli spumanti, quel Dom Pérignon che rappresenta non solo il passato ma anche il presente e il futuro della Champagne. Una bollicina pazzesca in un’annata di grazia, la 2002. Richard Geoffroy, lo Chef de Cave, ha tirato fuori il meglio da un’annata considerata da tutti tra le più grandi del secolo, uno Champagne pazzesco per definizione e allungo. In Mosella abbiamo scelto lo Scharzhofberger di Müller, uno dei Riesling per cui vale la pena di vivere, anche questo proveniente da una vendemmia, quella del 2010, che in tutta la zona ha portato a vini bianchi di infinita precisione, verticali e longevi come non mai. Potevamo non guardare anche alla Borgogna? No, e infatti abbiamo scelto tre Grand Cru il cui solo nome fa rabbrividire di gioia: l’Echezeaux di Philippe Pacalet, tra i più illuminati vigneron di tutta la Francia, il mitico Clos de Vougeut di Michel Gros e lo Charmes Chambertin di Confuron Cotetidot, vini diversi per impostazione ma tutti immensi per trama e per dettaglio, tra i più grandi. Anche a Barolo ci siamo divertiti a prendere il meglio, con le dovute differenze stilistiche: il Vecchie Viti di Roagna è oggi considerato un esempio di rigore e di grandezza, rosso magnifico e splendente. Il Riserva Capalot e delle Brunate di Voerzio un esempio di intensità e di forza. A questi abbiamo affiancato vini bianchi e rossi che non hanno bisogno di presentazioni. Scopriamoli insieme, sognare non è mai stato così bello.

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