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La Lupinella


L'azienda vitivinicola La Lupinella prende il nome dall'omonima pianta, appartenente alla grande famiglia delle leguminose, ottima per il sovescio; la famiglia Bitossi, presente in Toscana fin dal XVI ed oggi proprietaria dell'azienda, ha voluto scegliere, a testimonianza anche della propria identità, una pianta che, amante dei luoghi impenetrabili, dà vita ad un fiore dal colore purpureo, lo stesso delle argille di Montelupo Fiorentino, luogo natio della famiglia, famosa, in zona, anche per la produzione di ceramiche artistiche. La famiglia Bitossi, razionalizzando la viticoltura, zonando i terreni e puntando a restituire la qualità vitivinicola che già gli Etruschi riconobbero alle colline di Montespertoli, sono riusciti a valorizzare un'area ancora poco conosciuta e selvaggia, seppur di enorme potenziale, e a riportare i vigneti alla piena produzione. Le colline di Montespertoli conoscono, infatti, la vite e l’olivo da tempi che precedono la memoria storiografica, ma furono gli Etruschi, a partire dal VII secolo a.C., a trasformare l’economia locale, convertendo un sistema basato sulla pastorizia in uno agricolo, facendo di vite e olio i prodotti più rappresentativi. In un tale contesto e in un'ottica che punta a coniugare tradizione e modernità, la famiglia Bitossi lavora perseguendo il biologico: manualità nelle operazioni in vigna, profondo rispetto per ambiente, territorio ed espressività dei vitigni autoctoni e una mai sopita voglia di sperimentare distinguono la produzione vinicola di questa famiglia. Appartengono, al momento, al catalogo vini de La Lupinella un Chianti DOCG, un Toscana Trebbiano IGT e un Toscana Rosato IGT. Il Chianti DOCG, ottenuto da uve accuratamente selezionate e raccolte a mano, va incontro a ben tre diversi affinamenti - un terzo in cemento, un terzo in tonneau e un terzo in botte grande - rivelandosi, fin da subito, un vino di forte vocazione territoriale, equilibrato e di ottima beva; il Toscana Trebbiano IGT, dal carattere fresco e squillante, con un profilo aromatico ben delineato, è ottenuto aggiungendo parte delle uve, selezionate e diraspate a mano, durante la fermentazione, negli orci di terracotta; il Toscana Rosato IGT, infine, sangiovese in purezza, regala un assaggio fresco e suadente.