Il viaggio di oggi vi porta in Valle d’Aosta, tra cime innevate e castelli da sogno, dove la viticoltura si è ricavata spazio, strappando alla montagna piccole porzioni di terra dove coltivare la vite. Tra i grandi nomi della nostra selezione, vi segnaliamo Les Crêtes, una cantina nata sul finire degli anni Ottanta, gestita dalla famiglia Charrère, che con le sue 170.000 bottiglie annue è la più grande azienda privata della regione. Vini estremamente piacevoli, quelli valdostani, che raccontano una terra fatta di vitigni autoctoni dai nomi suggestivi, come il Prié Blanc, utilizzato per produrre il Blanc de Morgex et de La Salle DOC, dal delicato aroma di erbe di montagna e mela renetta, ideale per un aperitivo. Sul versante dei rossi vi suggeriamo di provare il Valle d’Aosta Torrette DOC, un vino dalla discreta alcolicità, ottimo per una merenda con mocetta e fontina o il Fumin, più complesso, che potete abbinare alla carbonade, un piatto a base di carni rosse e spezie. Curiosità: il Prié Blanc è sopravvissuto alla fillossera, un insetto che durante l’Ottocento ha sterminato gran parte dei vigneti europei, grazie all’altitudine elevata alla quale viene coltivato (tra i 900 e i 1200 metri). Questo vitigno, quindi, è a “piede franco”, ossia non innestato su vite americana, come la maggior parte delle altre varietà europee.

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