Guida Tannico
I vini della Lombardia
Da Valtellina a Franciacorta, le zone che hanno riscritto la mappa del vino lombardo
La Lombardia coltiva la vite da epoca romana, ma è stato il lavoro degli ultimi decenni a portarla ai vertici della qualità italiana. Con 21 DOC e 5 DOCG, la regione racconta stili molto diversi tra loro: dai rossi alpini di montagna alle bollicine metodo classico, fino ai bianchi del Garda. Ogni zona ha un carattere proprio, spesso legato a un solo vitigno.
Quali sono i vitigni più coltivati in Lombardia?
Circa il 70% della superficie vitata regionale è a bacca rossa. Il Nebbiolo guida la classifica in Valtellina, dove viene chiamato localmente Chiavennasca. Ma il primato per superficie coltivata nell'Oltrepò Pavese va a due vitigni spesso fraintesi. La Croatina è qui chiamata "Bonarda", da non confondere con la vera Bonarda piemontese, un vitigno diverso. Il Pinot Nero trova invece proprio qui la superficie coltivata più estesa di tutta Italia: oltre 3.000 ettari, gran parte destinati alla spumantistica.
Le zone vinicole della Lombardia
Cinque territori, cinque stili. Una scheda per ciascuno.
Provincia di Sondrio
Denominazione
Valtellina Superiore DOCG, Sforzato DOCG
Nel bicchiere
frutti rossielegantelongevo
Da abbinare a
Brasati, selvaggina, formaggi di montagna stagionati.
La zona più settentrionale d'Italia per la coltivazione della vite, incastonata nella valle dell'Adda a 46° di latitudine nord. Il Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, è arrivato relativamente tardi: nessun trattato del Seicento lo menziona, e la sua diffusione risale solo all'inizio dell'Ottocento. I terrazzamenti in pietra, che accumulano calore di giorno e lo rilasciano di notte, compensano le temperature più basse rispetto al Piemonte. Lo Sforzato (o Sfursat) nasce invece da uve appassite, per un rosso più concentrato e alcolico.
Provincia di Brescia
Denominazione
Franciacorta DOCG, Curtefranca DOC
Nel bicchiere
crosta di paneagrumifine perlage
Da abbinare a
Aperitivo, risotti, pesce di lago, tutto pasto.
Il territorio a sud-ovest del Lago d'Iseo è oggi il punto di riferimento dello spumante metodo classico italiano. Il disciplinare della DOCG Franciacorta prevede Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, oltre al vitigno autoctono Erbamat, introdotto per aggiungere freschezza nelle annate più calde. Le stesse uve, vinificate ferme, danno vita al Curtefranca, prodotto sia in versione bianca che rossa.
Provincia di Pavia
Denominazione
Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG
Nel bicchiere
frutti rossiversatilebuon rapporto qualità-prezzo
Da abbinare a
Salumi, primi piatti, formaggi di media stagionatura.
La zona più estesa della Lombardia per vigneto, a sud del Po verso l'Appennino. Per oltre un secolo ha fornito vino base ai grandi spumantisti piemontesi; oggi punta sempre più sulla qualità propria. Il rosso Oltrepò nasce dall'assemblaggio di Barbera e Croatina; i migliori esempi, come il Buttafuoco, possono invecchiare anche un decennio. Ma è il Pinot Nero, coltivato qui più che in ogni altra zona d'Italia, a firmare il metodo classico DOCG e il Cruasé, lo spumante rosé in purezza diventato una specialità locale.
Provincia di Brescia
Denominazione
Lugana DOC
Nel bicchiere
agrumimandorlasapido
Da abbinare a
Pesce di lago, risotti, antipasti freschi.
A sud del Lago di Garda, tra le province di Brescia e Verona, il Lugana nasce dal vitigno Turbiana, meglio conosciuto come Trebbiano di Lugana. L'analisi del DNA ha rivelato che è in realtà identico al Verdicchio marchigiano e al Trebbiano di Soave: tre nomi diversi per lo stesso vitigno, coltivato in tre zone d'Italia lontanissime tra loro. I suoli argillosi e calcarei sulla riva del lago danno i vini più espressivi, con una sapidità che ricorda la vicinanza all'acqua.
Provincia di Bergamo
Valcalepio · Moscato di Scanzo
Denominazione
Valcalepio DOC, Moscato di Scanzo DOCG
Nel bicchiere
frutta rossa passitadolceraro
Da abbinare a
Dessert al cioccolato, formaggi erborinati, pasticceria secca.
Nella fascia pedemontana bergamasca, il Valcalepio produce rossi da Cabernet Sauvignon e Merlot e bianchi da varietà internazionali. La vera rarità, però, è il Moscato di Scanzo: un passito da uva Moscato a bacca nera coltivato su appena qualche decina di ettari. La produzione è talmente limitata da renderlo una delle DOCG più ricercate d'Italia.
I produttori storici
Tra le cantine che hanno costruito la reputazione della Lombardia enoica spiccano nomi come Ca' del Bosco, Bellavista e Il Mosnel in Franciacorta. In Valtellina, a fare scuola sono Nino Negri, Aldo Rainoldi, Ar.Pe.Pe e Mamete Prevostini. A questi si affianca una generazione più giovane di produttori in crescita, come Camossi, Arici, Arcari & Danesi, Olivini e Monte Rossa.