CHIANTI

Un vino Chianti DOCG in catalogo parte da circa 6 euro e arriva alle Riserve di sottozona che ne costano 40. In mezzo c'è una denominazione enorme: 15.500 ettari su sei province toscane e otto sottozone. Il disciplinare è molto più largo di quello del Chianti Classico, che è un'altra DOCG (e no, non sono la stessa cosa, anche se il nome invita a pensarlo). Il modo più rapido per non comprare alla cieca è guardare cosa c'è scritto dopo la parola Chianti.

Chianti, Superiore e Riserva: cosa cambia davvero

Alla base c'è almeno il 70% di Sangiovese, ammorbidito dal Canaiolo, e fino al 10% possono entrare anche uve bianche. Il colore è quello che i manuali chiamano rosso rubino: se di rubini ne hai visti pochi, un Sangiovese giovane ne è l'archetipo. Il Chianti annata è quello da beva quotidiana, con acidità marcata e frutto giovane, la ciliegia che vira sulla prugna quando il vino ha qualche anno sulle spalle.

Superiore e Riserva alzano l'asticella: la Riserva chiede almeno il 12% di alcol e un affinamento più lungo, da cui arrivano le note di spezie, pepe e tabacco. Attenzione però a non comprare la parola. Il produttore non è obbligato a dichiarare la Riserva prima della vendemmia, e c'è chi ci ha riclassificato le giacenze rimaste in cantina. Da sola dice poco: conta da dove viene la bottiglia.

La sottozona in etichetta vale più della parola Riserva

Grandi volumi di vino Chianti finiscono agli imbottigliatori che riforniscono la grande distribuzione al prezzo più basso possibile. Per questo il Chianti senza indicazione geografica è il livello più imprevedibile, mentre le otto sottozone danno un riferimento concreto. La Rufina, a nord-est di Firenze, ha vigneti tra 200 e 700 metri su galestro e alberese, e da lì vengono l'acidità e la tenuta nel tempo che la distinguono.

I Colli Senesi hanno le regole più strette tra le sottozone: niente uve bianche, rese più basse, gradazione minima dell'11,5%. Il Montalbano, più fresco e più in quota, dà vini leggeri da bere giovani. Le otto sottozone del Chianti sono raccontate zona per zona nella nostra guida.

Cosa ci mangiamo quando ci sediamo a tavola

Nella sua versione più spensierata il Chianti è un vino da tavola, e da tavola toscana: piatti ricchi, dove tannino e acidità alleggeriscono il carico. Sono loro a permetterti quel bis di tagliatelle al ragù di cinghiale che manda in frantumi il proposito di mangiare "giusto due fili di pasta". Funziona benissimo anche con il pecorino di Pienza o con il tagliere di salumi che ordini quando non sai quale antipasto scegliere.

Con Riserva e Rufina servono carni rosse decise: bistecca alla fiorentina, filetto, cacciagione. Per l'abbinamento eretico, a tuo rischio e pericolo, prova un Chianti giovane appena uscito dal frigo con il tonno o con il pesce azzurro. Servi l'annata tra 14 e 16 °C, non a temperatura ambiente per carità, soprattutto d'estate. La Riserva sta meglio a 17-18 °C, altrimenti senti solo il tannino.

Quanto costa un vino Chianti e cosa stai pagando

Un Chianti annata o Superiore costa tra 6 e 12 euro: il disciplinare ammette rese fino a 9 tonnellate per ettaro, e sono i volumi a tenere basso il prezzo. La Riserva va da circa 8 a 20 euro. La forbice è larga perché la parola, da sola, garantisce poco. Una Riserva di sottozona collinare come la Rufina sale tra 20 e 40 euro: quote alte, rese più basse, bottiglie che reggono anni di cantina. Il Chianti Classico parte da circa 10 euro e con la Gran Selezione supera i 45.

Domande frequenti sul Chianti

Che tipo di vino è il Chianti?

È un vino rosso fermo toscano da almeno il 70% di Sangiovese, completato da Canaiolo, altre uve rosse e fino al 10% di uve bianche. È DOCG dal 1984.

Il Chianti è un vino fermo o frizzante?

Fermo. Un tempo però il governo all'uso toscano, cioè l'aggiunta di succo di uve appassite al vino appena fermentato, faceva ripartire una fermentazione lenta. Nel Chianti giovane imbottigliato in primavera restava così un filo di anidride carbonica. Oggi la tecnica è molto meno diffusa.

Qual è la differenza tra Chianti e Chianti Classico?

Sono due DOCG distinte. Il Classico viene dalla zona storica tra Firenze e Siena, chiede almeno l'80% di Sangiovese e rese più basse, e non ammette uve bianche. Il Chianti copre un'area molto più vasta con regole più larghe. Il confronto completo è nella guida Che vino è il Chianti.

Dove viene fatto il vino Chianti?

In Toscana, tra le province di Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato. Otto sottozone possono comparire in etichetta, dalla Rufina ai Colli Senesi; il resto dell'area produce Chianti senza indicazione geografica.

Quali sono le DOCG del Chianti?

Due, distinte: Chianti DOCG e Chianti Classico DOCG. Il Chianti si declina in annata, Superiore e Riserva, con o senza il nome di una delle otto sottozone. Il Classico ha una piramide propria: annata, Riserva e Gran Selezione.

Qual è il miglior Chianti?

Quello con la sottozona giusta per l'uso che ne vuoi fare. Per la cantina una Riserva della Rufina o dei Colli Senesi, per la tavola di tutti i giorni un'annata con la zona in etichetta. Abbiamo messo in fila i criteri in Qual è il miglior Chianti.

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