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AGLIANICO

Il nome "Aglianico" deriva da Ellenico — e per secoli si è creduto che questo vitigno fosse arrivato con i coloni greci. Il DNA profiling ha smentito tutto: nessuna relazione genetica con varietà greche conosciute. Quello che ha trovato è una parentela con il Dureza e, di riflesso, con il Syrah. Un vitigno del Sud che ha più in comune con il Rodano che con l'Egeo, che matura così tardi da essere vendemmiato anche a novembre, e che sui suoli vulcanici di Campania e Basilicata produce rossi tra i più longevi d'Italia.

Taurasi e Vulture: stesso vitigno, caratteri distanti

Il Taurasi DOCG, nell'Irpinia campana, è l'espressione più longeva: il disciplinare impone tre anni di invecchiamento (quattro per la Riserva), le uve maturano lentamente su calcare poroso a quote elevate e i tannini — definiti "feroci" finché il vitigno non viene trattato con rispetto — diventano con il tempo fine-grained, capaci di sostenere evoluzioni di dieci anni e oltre. Non a caso Mastroberardino è rimasto per decenni l'unico produttore a esportarlo: fino ai primi anni Novanta il Taurasi era praticamente sconosciuto fuori dalla Campania. L'Aglianico del Vulture DOCG, in Basilicata, cresce invece sulle pendici di un vulcano estinto a 450–600 metri: i vini sono più morbidi, di maturazione più rapida rispetto al Taurasi, con una sapidità minerale che riflette i suoli di origine vulcanica. I migliori produttori invecchiano in grandi botti di rovere, non in barrique, per non coprire la struttura naturale del vitigno.

Come e quando aprire una bottiglia di Aglianico

L'Aglianico giovane è un vino difficile: tannini serrati, acidità marcata, profumi di cioccolato fondente e prugna che faticano ad aprirsi. Dai cinque anni in poi cambia tutto — emergono tabacco, tamarindo, sfumature ferrose e una lunghezza che pochi rossi italiani raggiungono. Per questo è un vino che vale la pena comprare in anticipo e lasciare in cantina, o scegliere direttamente nelle versioni con qualche anno sulle spalle. A tavola regge carni rosse importanti, ragù di selvaggina, formaggi stagionati a pasta dura; con l'invecchiamento si presta anche da solo, come vino da meditazione. Se cerchi un rosso del Sud con la stessa logica di attesa e complessità di un grande Nebbiolo — l'Aglianico è il punto di partenza corretto.

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