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TREBBIANO

Il Trebbiano non esiste. O meglio: esistono almeno sei varietà italiane distinte che portano questo nome — e non sono parenti stretti tra loro. Il Trebbiano Toscano è lo stesso vitigno che i francesi chiamano Ugni Blanc e usano per distillare il Cognac: il bianco più piantato al mondo, citato in 80 DOC italiane, costruito storicamente attorno alla produttività più che alla complessità in bottiglia. Il Trebbiano d'Abruzzo, invece, non è geneticamente un Trebbiano: le analisi genetiche lo collegano al Bombino Bianco di Puglia. Stessa etichetta, vitigno completamente diverso — e vino completamente diverso.

Trebbiano Toscano, Abruzzese, Spoletino: tre caratteri che non si assomigliano

Il Trebbiano Toscano è un vitigno che conosce il suo ruolo: fresco, acido, immediato, a lungo entrato nel Chianti come componente di blend — con effetti, ammette l'Oxford, tutt'altro che favorevoli sulla struttura e il colore del vino rosso. Oggi la sua espressione più riuscita è il Vin Santo, dove quella stessa acidità diventa la spina dorsale dell'appassimento. Il Trebbiano d'Abruzzo, su vigneti storici nelle colline tra Chieti e Pescara, è un'altra cosa: un bianco con acidità marcata, corpo reale e una capacità di tenuta in bottiglia che pochi bianchi del centro Italia eguagliano. Lo stesso territorio esprime anche rossi importanti, come racconta la nostra selezione di vini bianchi abruzzesi. Il Trebbiano Spoletino, umbro, era quasi estinto all'inizio di questo secolo: riscoperto da produttori come Tabarrini e Paolo Bea, dà oggi vini aromatici, sapidi e strutturati — il più sorprendente dei tre per chi vuole un bianco dell'Italia centrale fuori dai circuiti più battuti.

Come orientarsi: dalla beva quotidiana alla bottiglia da tenere

Il Trebbiano Toscano è il bianco da stappare senza cerimonie — con l'antipasto, con il pesce delicato, con una serata che non chiede spiegazioni. Il Trebbiano d'Abruzzo da colline e annate importanti è il passo successivo: mineralità, persistenza, una beva che si apre nel tempo e migliora con qualche anno di cantina. Il Trebbiano Spoletino chiede di essere abbinato a piatti con carattere — pasta al tartufo, carne bianca arrosto, formaggi di media stagionatura — e guadagna in complessità due o tre anni dopo la vendemmia. Tre nomi, tre ambizioni diverse. Il punto di partenza è capire di quale Trebbiano si sta parlando.

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