Qual è la differenza tra Barolo e Barbaresco?

Di Redazione

Barolo e Barbaresco: entrambi piemontesi, entrambi iniziano per B ed entrambi nascono dallo stesso vitigno, il Nebbiolo. Ma quando si parla di vino sono le sfumature a fare la differenza. Ecco le quattro differenze principali tra i due grandi rossi delle Langhe, resi leggendari da produttori come Gaja e Conterno.

Vigneti di Nebbiolo sulle colline di Serralunga d'Alba, nella zona del Barolo

Origine geografica

Entrambi nascono nel cuore enologico del Piemonte, le Langhe, ai due lati della città di Alba. Il Barolo, il "Re dei vini", si produce sulle colline a sud-ovest di Alba. La denominazione comprende undici comuni: Barolo, La Morra, Monforte d'Alba, Serralunga d'Alba, Castiglione Falletto, Novello, Grinzane Cavour, Verduno, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi. Il Barbaresco nasce invece a nord-est di Alba, nei comuni di Barbaresco, Treiso e Neive e in una piccola parte di Alba, su una superficie pari a circa un terzo di quella del Barolo.

Si legge spesso che la differenza la fanno i suoli, ma tra le due zone le somiglianze sono più delle differenze. Nel Barolo convivono due tipi di marne calcaree: quelle di La Morra e Barolo danno vini profumati e più pronti, quelle più compatte di Serralunga e Monforte vini più tannici e lenti. Nel Barbaresco si ritrovano gli stessi due tipi. La differenza vera sta nel clima. Nelle vigne più vicine al fiume Tanaro il Nebbiolo del Barbaresco matura prima di quello del Barolo, ed è da qui che nasce la sua fama di vino più leggero.

C'è poi una questione di storia. Il nome Barbaresco compare in etichetta solo dal 1894, quando nacque la cantina cooperativa del paese; prima quel vino veniva spesso tagliato nel Barolo per dargli freschezza. Senza il legame con la corte dei Savoia che aveva fatto la fortuna del Barolo, il Barbaresco è rimasto a lungo nell'ombra. Ne sono usciti negli anni Sessanta, quando la famiglia Gaja e Bruno Giacosa ne hanno dimostrato tutto il potenziale.

Vitigno utilizzato

Entrambi sono prodotti con Nebbiolo in purezza, il vitigno più nobile del Piemonte, documentato già nel Duecento. Il nome deriva probabilmente dalla nebbia che avvolge le Langhe a ottobre, quando si vendemmia. Il Nebbiolo è sempre il primo a germogliare e l'ultimo a maturare, con raccolte che vanno spesso oltre la metà del mese.

È un vitigno esigente, che dà i suoi risultati migliori solo su poche colline, e ha un carattere preciso: acidità alta, tannini importanti e un colore mai cupo. Proprio come il Pinot Nero, non dà vini opachi, e nel bicchiere vira presto dal rubino al granato. Barolo e Barbaresco sono il miglior esempio di come lo stesso vitigno, a pochi chilometri di distanza, possa dare due vini con personalità diverse.

Stile e gusto

Il Barolo è il più potente dei due: struttura imponente, tannino deciso e un'evoluzione che può richiedere dieci, venti anni o più per arrivare al massimo. Nel bicchiere offre ciliegia e prugna, erbe aromatiche, cuoio e spezie, con una persistenza molto lunga. Con il tempo si ammorbidisce e si fa più complesso, fino alle note di catrame e rosa appassita che ne sono la firma.

Il Barbaresco punta su eleganza e profumo: ciliegia, fragola, viola e rosa, con un'acidità spesso più vivace e tannini più setosi. Per questo è in genere più accessibile da giovane. Attenzione però a non considerarlo un vino "facile": resta un Nebbiolo, con tannini e acidità importanti, e un Barbaresco giovane non è sempre un bicchiere morbido. Con gli anni sviluppa note di ferro, catrame e scorza d'arancia che non hanno nulla da invidiare al Barolo.

Invecchiamento

Qui la differenza è scritta nei disciplinari. Il Barolo deve affinare almeno 38 mesi, di cui 18 in legno, e 62 mesi per la Riserva. Il Barbaresco ne richiede almeno 26, di cui 9 in legno, e 50 per la Riserva.

Questa differenza ha alimentato un luogo comune: che il Barbaresco invecchi meno bene del Barolo. Non è così. I migliori Barbaresco reggono a lungo, spesso quanto i Barolo, e la tendenza di oggi, con macerazioni lunghe e botti grandi al posto delle barrique, sta esaltando proprio la loro longevità. In entrambe le zone, inoltre, l'etichetta può indicare la vigna di provenienza grazie alle menzioni geografiche aggiuntive: il Barbaresco le ha ufficializzate nel 2007, il Barolo nel 2010.

Barolo e Barbaresco in breve

Barolo Barbaresco
Zona Sud-ovest di Alba, 11 comuni Nord-est di Alba: Barbaresco, Treiso, Neive, parte di Alba
Vitigno Nebbiolo 100% Nebbiolo 100%
Stile Più potente e tannico Più profumato ed elegante
Affinamento minimo 38 mesi (18 in legno), Riserva 62 26 mesi (9 in legno), Riserva 50
Da bere Chiede più anni di bottiglia Spesso piacevole prima, ma longevo

Due bottiglie per sentire la differenza

Il modo migliore per capire la differenza è assaggiarla, meglio ancora se con lo stesso produttore, così a cambiare è solo la zona. Scrimaglio firma sia un Barbaresco sia un Barolo, lavorati allo stesso modo in botti grandi.

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In conclusione, Barolo e Barbaresco sono due facce dello stesso vitigno. Il Barolo è più potente e chiede pazienza; il Barbaresco è più profumato e spesso più pronto, ma non meno longevo. Tra i due non c'è un vino migliore: c'è quello giusto per l'occasione.

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Barolo e Barbaresco

Dalle etichette d'ingresso ai grandi cru delle Langhe.

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