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Cognac Frapin


"Cognac Frapin ha sede in quella magica regione di Cognac che si chiama Grande Champagne dove la sua tenuta, Château de Fontpinot di proprietà della famiglia Frapin, è nel cuore del premier cru.
I Domaine Frapin, forti della collocazione, della loro tradizione e dei terreni storici e vocati sono oggi riferimento internazionale per la Grande Champagne AOC.
La tenuta della Maison Frapin ha un’estensione di circa 300 ettari di cui oltre 200 dedicati ad un singolo vitigno, l’ugni blanc, che è la chiave iniziale per la produzione di grandi cognac.
La famiglia Frapin si è stabilita nel sud ovest della Francia già nel 1270 e fu inizialmente dedita alla viticoltura prima di dedicarsi alla distillazione, arte che praticano da venti generazioni e che la collocazione nel castello situato a Segonzac ha certamente favorito.
Nell’albero genealogico di Frapin c’è il celebre autore francese del sedicesimo secolo Francois Rabeleis, figlio di Antoine e di Catherine Frapin che ha scritto il Gargantua ed il Pantagruel oltre a svariati trattati scientifici.
Cognac Frapin rende onore al proprio avo attraverso la prestigiosa Cuvée Rabelais oltre che la “Plume”, la piuma d’oca per scrivere che è il simbolo della maison.
La distillazione, seguita dai master distillers Gilles Lardant e Alex Cosson trasforma il vin de Charente in eccezionale cognac attraverso l’uso di 6 “Charentais”, alambicchi in rame rosso da 2.500 litri dove viene mantenuto, attraverso un processo di doppia distillazione solo il cuore del distillato
Frapin distilla su lieviti fini in modo da garantire grande persistenza ai propri cognac, elemento che è diventato fortemente identificativo di Frapin.
Il cognac si affina poi nelle due cantine, la prima situata a piano terra, con un suolo di terra battuta, molto umida, che permette alle acqueviti di arrotondarsi e di ammorbidirsi, la seconda è situata sotto i tetti, con un’atmosfera ben differente, molto secca, con dei cambiamenti di temperatura che permettono al cognac di respirare e di lasciar evaporare i suoi elementi più aerei, ciò che gli abitanti della Charente chiamano “la parte degli angeli”.
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