GIUSEPPE RINALDI
Cantina, Barolo (Cuneo)
Il Barolo secondo "Citrico"
Langhe, Piemonte · Nebbiolo tradizionale
Cru di proprietà
Brunate, Cannubi-San Lorenzo, Ravera
Ettari
7, coltivati in biologico
Dal
1890
Quando le nuove regole sulle menzioni geografiche imposero ai produttori di Barolo di indicare in etichetta un solo vigneto, Giuseppe Rinaldi continuò comunque ad assemblare uve da vigne diverse come aveva sempre fatto, secondo una tradizione langarola che risale al Settecento. Non poteva più scriverlo per intero sull'etichetta, ma non smise mai di farlo nella sostanza: per lui la burocrazia non andava rispettata quando tradiva il senso vero del vino.
Da veterinario a custode del Barolo più autentico
L'azienda nacque nel 1890 grazie a Battista Rinaldi, contadino che lavorava le vigne del Marchese Falletti di Barolo prima di diventare lui stesso proprietario di un piccolo podere. Giuseppe, veterinario di professione prima di dedicarsi interamente alla cantina di famiglia, ereditò non solo le vigne ma anche un rigore quasi ostinato: niente prodotti chimici, niente diserbanti, solo zolfo, rame e concimazioni naturali su sette ettari nei cru più rinomati del Barolo, Brunate, Cannubi-San Lorenzo e Ravera. Il soprannome "Citrico", con cui gli amici lo chiamavano per la sua franchezza tagliente, gli è rimasto addosso fino alla scomparsa nel 2018.
Un'eredità portata avanti da due sorelle
Oggi la cantina è guidata dalle figlie Marta, enologa, e Carlotta, agronoma, che continuano a produrre secondo gli stessi principi del padre: Nebbiolo di lunga vita, macerazioni prolungate in grandi tini di legno aperti, nessuna scorciatoia tecnologica. Il Barolo Rinaldi resta un vino eterico e limpidissimo nella sua aderenza al territorio, capace di grandi vette di complessità con il giusto affinamento. Per chi vuole avvicinarsi allo stile della cantina senza aspettare anni, la Barbera offre lo stesso rigore in tempi più brevi.
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