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Enoz

La storia della famiglia Zeno - degna dei migliori romanzi dell’800 - è legata a doppio filo ai valori della terra, così come alla vite e al vino. Produttori da diverse generazioni e contadini da ancora prima, lavoravano la terra alle falde del Vesuvio e, all’epoca, i bisnonni erano così legati alle proprie viti da non permettere a nessuno di avvicinarsi e toccarle. Oggi, Roberto, insieme alle due figlie, ha dato vita a Enoz - che come il cognome di famiglia, richiama il significativo prefisso “eno” - proprio per portare avanti la tradizione di famiglia. Roberto - che con il suo lavoro si occupava, inizialmente, di risorse umane e relazioni industriali - ha letteralmente cambiato vita e, dopo una serie di vicissitudini, è approdato a Sessa Aurunca, l’ultimo paese della Campania, ai confini con il Lazio. Acquistato, quindi, un lembo di terra, non lontano dal mare, con una Masseria - che nel tempo ha ristrutturato -, Roberto si è impegnato nel recupero delle vigne abbandonate e degli uliveti; dopo qualche anno da allora, oggi, nel cuore di quella che fu la Campania Felix, alle pendici del complesso vulcanico spento di Roccamonfina, Roberto produce, così, vini di alta qualità, nel rispetto di consumatori e territorio. L’approccio è biologico e biodinamico e i vini vinificano esclusivamente in anfora; l’attenzione, poi, è riservata a varietà come fiano, falanghina e primitivo. Nulla è lasciato al caso; si segue con attenzione ogni fase del ciclo produttivo, in una logica green che mira a preservare e valorizzare il paesaggio, così come la comunità in cui si opera.