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Jacques Robin


La maison “Jacques Robin” ha preso forma agli inizi degli anni settanta del secolo scorso, esattamente nel 1973, quando furono Annie e Jacques a dare vita all’attuale realtà aziendale. Tutto ha avuto inizio partendo dai possedimenti di famiglia, che si e no raggiungevano i cinque ettari, i quali da un giorno all’altro vennero classificati come AOC. Da quel momento, Jacques Robin decise di piantare i vigneti nei propri appezzamenti. Successivamente, di anno in anno, i vigneti originari sono stati costantemente ampliati. Poi, nel 1985, si è avuta la vera svolta dell’azienda “Jacques Robin”, che proprio attorno alla metà degli anni ’80 decise di iniziare a produrre Champagne sotto proprio nome. I loro sforzi saranno presto premiati, quando nel 1988 ottennero una medaglia alla fiera dipartimentale di concorrenza di Bar sur Seine. Successivamente, sul finire del secolo scorso, esattamente nel 1998, dopo aver portato a termine il percorso di studi in viticoltura ed enologia, ai genitori Annie e Jacques si sono aggiunti i figli, nutriti dalla stessa passione. È così che adesso l’intera famiglia si ritrova riunita sotto lo stesso credo: “la qualità di oggi garantisce il lavoro di domani”.
In vigna, ogni scelta agronomica è oculata e attenta, così da arrivare a raccogliere uve sane e schiette. Quattro o cinque settimane prima della vendemmia si inizia a controllare il grado di maturazione dei grappoli, che vengono raccolti solo ed esclusivamente nel momento in cui hanno raggiunto l’ideale equilibrio tra acidità e zuccheri. In cantina, tutti i grappoli vengono mantenuti separati secondo l’appezzamento di provenienza, come anche la pressatura e la vinificazione avvengono mantenendo distinti i cru, in modo da ottenere un panel di vini diversi, utili per poi andare a creare le cuvée. Sébastien, responsabile della vinificazione, limita al massimo l’uso di prodotti enologici. Viene praticata una filtrazione leggera rispettosa degli aromi del vino e, come se non bastasse, ogni passaggio produttivo è volto a produrre il minor numero possibile di rifiuti, come anche le acque reflue vengono recuperate e riciclate. È in questa maniera che prendono forma Champagne eccezionali: bollicine da non mancare.