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Contini


Nata nel 1898 per mano di Salvatore Contini, la casa vinicola Contini è oggi sinonimo della più alta eccellenza appartenente al panorama enologico sardo. Una storia lunga e appassionante ha visto dopo Salvatore, protagonista suo figlio Attilio Contini, che portando avanti l’impegno inizialmente intrapreso dal padre, è riuscito a dare forma a quella che è oggi la cantina Contini: una realtà da 800mila bottiglie annue, che può al momento contare su una superficie vitata di circa settanta ettari. Attualmente guidata dalla competenza e dalla dedizione di Paolo Contini, l’impresa si trova nell’oristanese, ed esattamente a Cabras. È qui che un team appassionato e specializzato segue meticolosamente ogni singolo passaggio lavorativo, partendo dalla coltivazione delle uve sino ad arrivare alla commercializzazione del prodotto finito. Tra i filari, le più ancestrali tradizioni sarde sono affiancate da una conduzione rigorosa e in alcuni casi anche scientifica, tanto che dal 1980, parallelamente alla coltivazione tradizionale, l’azienda porta avanti un programma di viticoltura sperimentale, attività grazie alla quale, tra le altre cose, è stato riscoperto e riportato in produzione il vitigno autoctono nieddera, di antichissime origini, che è andato ad affiancare le altre varietà vitate tipiche del territorio, quali vernaccia, cannonau e vermentino. Uve trasformate in vini che vanno a comporre una gamma di etichette varia e intrigante, costituita da diverse linee produttive, tra cui non mancano i vini derivanti da viticoltura biologica e i vini naturali senza solfiti aggiunti, come il “Mamaioa”, termine che in dialetto sardo identifica la coccinella, insetto simbolo di una natura incontaminata e pura. Etichette, quelle che riconducono al nome “Contini”, che sono il risultato di un saldo legame tra uomo, tradizioni, terre e vigneti: partendo dalla Vernaccia di Oristano - primo vino DOC della Sardegna - si arriva al Vermentino passando per il Cannonau, sempre nel nome della più alta eccellenza e della più alta qualità che l’Isola sia in grado di proporre.