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Tenuta di Tavignano


Sono stati Stefano Aymerich di Laconi e la moglie Beatrice Lucangeli, che nel 1975 hanno acquistato quella che oggi è la “Tenuta di Tavignano”, azienda estesa su una superficie complessiva di 230 ettari, situati in un corpo unico che si affaccia sulle terre di Cingoli, comune in provincia di Macerata. Siamo nelle Marche, ed è qui dove nel corso degli anni i coniugi Aymerich di Laconi hanno percorso un tragitto graduale di restauro conservativo, impostato nel rispetto dell’autenticità del luogo e nella valorizzazione dell’ambiente, della natura, della biodiversità e dell’ecosistema. Da un’impostazione totalmente dedicata alla produzione cerealicola, è negli anni ’90 del secolo scorso che l’azienda ha subito un’inversione di rotta, andando incontro a un’implementazione considerevole del parco vitato, che si è arricchito in particolare di varietà autoctone tra le quali il verdicchio ha prevalso senza mezzi termini. Tra i filari da sempre vengono adoperate tecniche sostenibili al massimo, e a partire dalla vendemmia 2015 tutti gli appezzamenti vitati sono condotti rispettando quello che è il protocollo dell’agricoltura biologica. A un’altitudine che varia tra i 260 e i 320 metri sul livello del mare e con piante che si attestano sui vent’anni d’età, ma soprattutto sfruttando esposizioni ottimali e suoli altamente vocati alla coltivazione della vite, si arrivano a raccogliere puntualmente uve sane e schiette, ricche e concentrate in ogni più piccola sfumatura organolettica. In cantina, in una moderna struttura sotterranea dotata delle più avanzate tecnologie, vengono sempre rispettate le tradizioni locali, e partendo da una materia prima di qualità impeccabile si arrivano a ottenere vini che mai prescindono da quelli che sono i massimi standard qualitativi. Nasce in questa maniera una gamma di etichette di assoluto livello. Dai “Cru” “Misco”, “Misco” Riserva, “Libenter” e “Sante Lancerio”, si passa ai Verdicchio dei Castelli di Jesi “Villa La Torre” e “Costa Verde”, e alla Lacrima di Morro d’Alba “Barbarossa”, per chiudere con Pecorino, Passerina, Rosso Conero e Rosato delle Marche. Vini per ogni occasione e per ogni esigenza: vini per tutti i gusti.