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Domaine les Fauvettes


Ci troviamo a nord di Mâcon in Borgogna, più precisamente nel mezzo della campagna fuori Uchizy, dove Alexandre Jouveaux conduce il suo piccolo domaine. Fino a qualche anno fa Alexandre era solito alternare il suo lavoro nei campi con quello di professore nella scuola di enologia locale, finché poi, una volta messo insieme un quantitativo sufficiente di terra, decise di dedicarsi esclusivamente alla sua cantina. Da allora, insieme a sua moglie Maryse, anche lei enologa, produce i suoi pochi vini in totale armonia con la natura, cercando di intervenire il minimo possibile, per poter si indirizzare il vino, ma senza togliergli né la libertà né la vita contenuta in esso.
Per questo motivo l’intera vendemmia viene effettuata a mano, la pressatura avviene attraverso un macchinario manuale, le fermentazioni sono innescate attraverso la macerazione delle bucce, senza l’utilizzo quindi di lieviti selezionati. Successivamente il tutto viene trasferito nei foudres per poi venire imbottigliato, con la semplice gravità, direttamente da esse. Senza alcuna filtrazione od aggiunta chimica.
La loro produzione è piuttosto ridotta (si parla di circa 6000 bottiglie nelle migliori annate), ma ciò nonostante Alexandre non ha voluto dare ai suoi vini la denominazione della zona di Mâcon, accontentandosi di un umile “vin de table”, la denominazione dei vini generici in Francia. I loro vini possono risultare leggermente in riduzione nei loro primi anni, ma possono regalare immense gioie se si ha sufficiente pazienza per aspettarli. Non a caso la mitica Anne Claude Leflaive, proprietaria del leggendario Domaine Leflaive di Puligny-Montrachet, era solita recarsi al Domaine les Fauvettes per assicurarsene una giusta scorta.
I loro pinot noir infatti, sono opere uniche nel loro genere, esplosioni di sapori ed odori, di eleganza e di vigore, vini dotati di una capacità espressiva fuori dal comune, in grado di liberare pensieri e ricordi, riflessioni ed idee.