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JURA

Incastonato tra la Borgogna e la Svizzera, il Jura è una delle regioni vinicole più piccole e affascinanti di Francia, i cui vini sono stati a lungo bevuti solo localmente e che oggi sono invece l'oggetto del desiderio di chi cerca vini fuori dagli schemi. Qui un velo di lieviti sul vino è una tradizione, non un difetto, e la protagonista è un'uva bianca, il Savagnin, che produce sia bottiglie naturali e fresche sia il leggendario vin jaune. Acidità marcata e carattere minerale rendono questi vini compagni di tavola eccezionali. Scopriamo le diverse anime del Jura: lo Chardonnay, i rossi locali e i due vitigni più identitari della zona.

Lo Chardonnay che sfida la Côte d'Or

Lo Chardonnay del Jura è coltivato qui dal Medioevo e oggi rappresenta quasi metà dei vigneti. Vive in due versioni opposte. La prima è quella "ouillé", a botte sempre colma, che dà bianchi tesi in stile borgognone capaci di rivaleggiare con la vicina Côte d'Or. La seconda è quella ossidativa: la botte si lascia volutamente scolma e in superficie si forma il voile, un velo di lieviti simile alla flor dello Sherry, da cui nascono profili nocciolati che spiazzano. Se sei abituato agli Chardonnay morbidi e burrosi, qui trovi un mondo parallelo costruito su tensione e salinità.

Savagnin e rossi pallidi: l'anima contemporanea ante-litteram

Il vitigno-firma del Jura è il bianco Savagnin, geneticamente identico al Traminer e quindi cugino del Gewürztraminer, anche se nel bicchiere non gli somiglia per nulla. È l'unica uva ammessa nel vin jaune, affinato sotto velo per almeno sei anni e tre mesi e venduto nella tozza bottiglia clavelin da 62 centilitri, quel che resta di un litro dopo l'invecchiamento. Sul fronte rosso, i rossi del Jura sono leggeri quasi quanto i rosati: il Poulsard dà vini pallidi e diafani diventati di culto tra gli amanti del vino naturale, mentre il Trousseau di Arbois chiede suoli ghiaiosi e regala rossi più profondi e longevi. Servili leggermente freschi, accanto al Comté o a un pollo cucinato proprio nel vino della zona.

Da dove iniziare con i vini del Jura

Se è la prima volta che ti avvicini al Jura, conviene partire dallo Chardonnay in versione "ouillé", quella più vicina a un bianco di Borgogna: nessuna sorpresa ossidativa, solo tensione e frutto. Da lì puoi salire di carattere con un Savagnin floreale, poi affrontare un vin jaune, che resta il banco di prova per palati curiosi. Sul fronte rosso, il Poulsard è la porta d'ingresso ideale per chi ama i vini leggeri e poco tannici. Un consiglio che vale per quasi tutta la regione: questi vini hanno un'acidità marcata che li rende formidabili a tavola, più che da soli. Comté, pollame e piatti di pesce ricchi sono i compagni ideali.

|Arbois TrousseauArbois PupillinChardonnay Jura
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