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Fondo dei Barbera


L'Azienda Agricola Fondo dei Barbera nasce nel 1961, ha sede nella città di Messina dentro il perimetro urbano e del piccolo areale della DOC "Faro".
È questa una zona vocata alla coltivazione da tempo immemore con alterne fortune, attraverso le diverse dominazioni e gli attacchi fillosserici di fine ottocento, basti pensare che nel 746 a.C. i Pharii fondarono la città di Messina; e modificarono i vigneti ad alberello, così da permettere che giungesse ai nostri giorni il tradizionale vino "Faro"; che prende il nome dai fondatori della città. Sita in Agro di Faro Superiore a 150 metri sul livello del mare, la collina, e l'esposizione favorevole ai venti determinano un ambiente pedo-climatico perfetto per coltivazione della vite; dai vigneti nasce un vino dalle caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche irripetibili.
Faro Superiore è sito sul promontorio che si affaccia sui due mari, Ionio e Tirreno e sullo Stretto, antica zona dei casali del vino, dove la particolare combinazione di territorio e clima soprattutto grazie ai venti dello stretto che tendono a proteggere i vigneti dall'eccessiva umidità e fanno si che le uve crescano in modo salubre, e con una naturale sapidità.
L'Azienda "Fondo dei Barbera" è condotta da Claudio Barbera e dalle figlie, la famiglia continua la tradizione iniziata nel 1961 dal padre, Pietro, che acquistò un vecchio casale. Oggi la superficie aziendale è di un ettaro e mezzo e viene coltivata a oliveti e vigneti.
Tra questi ultimi spiccano il nerello mascalese, noto per il suo carattere spigoloso, il nerello cappuccio che lo mitiga, e il nocera che arrotonda e altri vitigni locali, nero d'avola in primis. Nel 2004 le vigne sono state reimpiantate con impianto a spalliera. La vinificazione avviene in fermentini di acciaio e tutto il processo è a temperatura controllata. Viene eseguita una pressatura soffice delle vinacce a cui segue l'affinamento in botti di rovere. Nel 2008 l'Azienda decide di imbottigliare il vino prodotto e fare un unica etichetta, producendo 1264 bottiglie, nel 2010 quello stesso stesso vino viene premiato al concorso Nazionale "Douja D'Or" di Asti.
Cito Claudio Barbera: “È dal 1961 che coltivo con passione il mio piccolo vigneto attraverso una ricerca storica, sociale e tecnica finalizzata a una vitivinicoltura di "eccellenza" utilizzando strumenti e sistemi non invasivi sia in vigna che in cantina, nel rispetto, della tradizione, enologica “Farota” che risale ai primi insediamenti ellenistici.” È un piacere, oggi, sentire i frutti di questa ricerca nel calice.