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Camerano


È circa un secolo e mezzo che nelle terre del comune di Barolo la famiglia Camerano produce quelli che sono ormai da tutti riconosciuti come alcuni tra i migliori vini rossi piemontesi.
Era esattamente il 1875, l’anno in cui prese il via l’attività vitivinicola, che con il passare del tempo, di padre in figlio e di generazione in generazione, ancora oggi è attiva ed è mossa dagli stessi capisaldi delle origini.
Si parte, infatti, dall’estrema cura delle proprie terre e delle proprie vigne, che con massimo rispetto della natura, dell’ambiente e della biodiversità, sono gestite senza mai prevaricare sulle più radicate tradizioni locali, ma allo stesso tempo sempre stando attenti alle più moderne e attuali innovazioni agronomiche.
In vigna, è continua la ricerca dell’equilibrio di ogni singola pianta, così che durante la vendemmia il risultato sia dato da uve schiette, sane, ricche e concentrate nelle loro più piccole sfumature organolettiche.
Contando su un’estensione vitata che al momento raggiunge complessivamente circa 12 ettari, tra i filari sono coltivate le più classiche delle varietà piemontesi, per cui si incontrano uve di nebbiolo, dolcetto e barbera.
In cantina, non c’è assolutamente spazio per le mode e per le tendenze del momento, e tutto è incentrato sul massino rispetto delle più radicate tradizioni enologiche delle Langhe, per cui si parte con macerazioni sulle bucce di oltre dieci giorni, per passare a un invecchiamento che prevede esclusivamente l’uso di legni grandi.
Quelli che ne risultano sono vini che, da giovani, si lasciano ricordare per uno stile austero e serrato, il quale però evolve con il tempo e con l’affinamento in bottiglia, per cui tutti coloro che avranno la pazienza di aspettarle, incontreranno etichette dal sicuro fascino.
Dalla Barbera d’Alba al Dolcetto, passando per il Barolo Cannubi, per il Barolo di Barolo e per il Barolo Cannubi San Lorenzo, fino ad arrivare al Barolo Chinato, sono tutti vini, quelli che rimandano al nome di Camerano, che regalano soddisfazioni infinite, parlando la lingua della massima eccellenza enologica delle terre di Langa.