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Calissano


"Fino al 1872 Luigi Calissano fu un conosciuto ed apprezzato commerciante in ferro di Alba; quello stesso anno, però, con l'aiuto dei suoi tre figli, Vincenzo, Pietro e Giovanni e l’apporto di alcuni amici diventati, poi, soci, cominciò a lavorare limitate quantità di uva ed ebbe subito successo, tanto che, dopo pochi anni, lasciata la vecchia sede in via Macrino, si stabilì in casa Richiardi e si mise in proprio.
Da Domenico Rossano, fattore dei conti di Neive e già allievo dell'enologo francese Oudart, ebbe, poi, informazioni di prima mano sul metodo Champenoise e sulla produzione del vino tipo “Petiot”: si dedicò, quindi, a quest'ultimo, producendone, nel 1878, ben 100 ettolitri.
In seguito, nel 1883, Luigi Calissano decise di ingrandire la cantina, pur continuando a mantenere il commercio in ferro, che lascerà solo nel 1892; acquistati più di 2 mila metri quadrati di terreno sulla strada per Savona, iniziò la costruzione dello stabilimento, che entrò in funzione nel 1885.
Aprì, poi, tre filiali di vendita, una a Genova con Vincenzo, una a Torino con Giovanni e una a Milano con Pietro dando così vita, ufficialmente, nel 1891, alla ditta Luigi Calissano e Figli.
Giovanni, in particolare, affiancò il padre Luigi, avviando con questo nuove strategie commerciali ed intensificando i contatti con i mercati americani; a Genova, poi, strinsero anche proficui rapporti con diverse società di navigazione per l’esclusiva fornitura di vini a bordo.
Luigi Calissano continuò a sovrintendere gli acquisti di uve sulle Langhe e sulla piazza del mercato di Alba, affiancando alla produzione di vini rossi la produzione dello spumante con il metodo Champenoise, settore in cui ebbe grande successo.
Alla morte di Luigi l’azienda continuò la sua attività, sotto la guida di Giovanni Calissano, fino al '29, quando la crisi e l’avvento del proibizionismo negli Stati Uniti provocarono grandi difficoltà economiche alla cantina che, in seguito, fortemente provata anche dalla seconda guerra mondiale, fu costretta a chiudere.
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