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Chardonnay

Che tipo di vino è lo Chardonnay?

Lo Chardonnay è tra i vini bianchi più conosciuti al mondo, ideale per accompagnare sia un aperitivo informale, che una cena importante.

Tra le uve più coltivate, questo vitigno a bacca bianca è originario della Borgogna, ma si è diffuso ormai a tutte le latitudini del pianeta, dalla Francia all’Argentina, passando per ogni regione vinicola italiana, fino ad arrivare all’ultimo lembo di terra australiana.

È infatti, come molti francesi (Merlot, Cabernet, Sauvignon Blanc), un vitigno cosiddetto "internazionale", adatto cioè per la sua versatilità a essere coltivato in ogni angolo del mondo (pur rimanendo uno dei più celebri vini bianchi francesi).

Viene utilizzato per produrre vini fermi e asciutti come ad esempio lo Chablis, ma si rivela ottimo anche per la produzione di vini spumanti con metodo classico: ecco perché non è difficile ritrovarlo tra i principali uvaggi dello Champagne (è infatti usato per produrre il celebre champagne Dom Pérignon), del Franciacorta o del Trentodoc o negli spumanti prodotti nel Nuovo Mondo.

Quali sono le caratteristiche dello Chardonnay?

La foglia del vitigno è rotonda, mentre i grappoli sono di dimensioni medie e hanno una forma piramidale; l'acino è di media grandezza e la buccia, dal colore giallo dorato, ha una consistenza media.

Lo Chardonnay si vendemmia abbastanza presto, in genere nella prima decade di settembre e in alcune zone collinari persino ad agosto, per la produzione di vini metodo classico. Si tratta di un vitigno che ama i climi temperati e le colline dai terreni calcarei e argillosi, meglio se battute da venti leggeri.

In Francia viene usato quasi esclusivamente in purezza, dalle sue uve si ottiene una vasta gamma di vini: fermi, frizzanti o spumanti molto acidi e alcolici.

Il colore può variare dal giallo paglierino al giallo dorato, dipende dalla tipologia e dal tempo di fermentazione; il profumo caratteristico è fruttato, pieno e intenso, un bouquet aromatico che ricorda i sentori di pesca, mela, ananas, banana, menta, fiori bianchi e rocce. Al gusto rivela anche note di mineralità.

Il vino Chardonnay ha, infatti, caratteristiche organolettiche molto riconoscibili, nonostante odori, sapori e colori possano variare leggermente in base alla regione in cui viene coltivato e alle scelte di cantina, ovvero le diverse tecniche di produzione a cui sono sottoposti (ad esempio: è notevole la differenza tra Chardonnay e Sauvignon, entrambi vitigni con caratteristiche "forti").

Non è un caso che i vini bianchi secchi prodotti con uve Chardonnay si dividano in due categorie: quelli fermentati e maturati in botti di legno e quelli fermentati e maturati in contenitori come l’acciaio.

Come cambia lo Chardonnay in base all'affinamento?

Le diverse modalità di vinificazione determineranno le caratteristiche organolettiche del vino: uno Chardonnay con passaggio in legno per esempio, tende ad acquisire colori compresi fra il giallo paglierino e il giallo dorato, che diventerà giallo verdolino in un vino prodotto invece in vasche d'acciaio.

Così uno Chardonnay dell’Alto Adige, che non ha fatto alcun passaggio in legno, avrà quasi certamente dei delicati aromi di frutta fresca, come pesca e mela, che si trasformeranno in opulenti profumi tropicali, se coltivato in Sicilia.

Il passaggio in legno dello Chardonnay, in special modo nelle piccole botti di rovere francese, chiamate barrique, esalta invece i profumi speziati già presenti nell’uva, tanto che molti vini francesi hanno un netto aroma di vaniglia. ll bouquet dei vini affinati in legno si arricchisce inoltre di profumi di nocciole tostate, burro fuso e miele di acacia.

Le origini dello Chardonnay

Il nome viene dall'omonimo paese del Mâconnais in Borgogna, mentre le teorie alla base delle sue origini sono diverse e ancora incerte.

Per alcuni avrebbe radici mediorientali, ma delle ricerche recenti suggeriscono e dimostrano che sia nato da un incrocio spontaneo avvenuto forse in epoca Carolingia, tra il Pinot Nero e il Gouais blanc, un vitigno di origine slava usato per tagliare diversi vini.

Secondo un'altra corrente di studiosi l'origine risalirebbe invece alle colline intorno a Gerusalemme dal terreno particolarmente argilloso e per questo adatto alla crescita del vitigno.

Perché si chiama Chardonnay?

La parola Chardonnay inoltre avrebbe origini ebraiche: sarebbero stati i primi crociati a portarlo in Francia di ritorno dal Medio Oriente, con il nome originale di “Porte de Dieu” (“porta di Dio”), la traduzione dall’ebraico “Shahar Adonay”, in riferimento alla Città Santa di Gerusalemme, circondata da porte che conducevano tutte al Tempio di Dio.

Quanti tipi di Chardonnay ci sono?

Se amate la Francia, il nostro shop online vi consente di acquistare non solo gli Chardonnay migliori della Borgogna, come il maestoso Chablis, ma anche preziosi Champagne da Chardonnay in purezza o in assemblaggio a Pinot Noir e Pinot Meunier.

Lo Chardonnay, infatti, è un’ottima base spumante utilizzata anche in Italia per il Trento Doc e il Franciacorta Docg, vini diversi che vi faranno scoprire le potenzialità di questo sfaccettato vitigno.

Questo vino, quindi, ha innumerevoli declinazioni (bianco fermo semplice, barricato, macerato, spumantizzato, ecc.), con altrettanti possibili abbinamenti. Andiamoli a vedere.

I prezzi del vino Chardonnay

Lo Chardonnay è uno dei vitigni più diffusi e apprezzati al mondo, e di conseguenza i prezzi possono variare enormemente a seconda di molti fattori: regione di produzione, prassi enologiche, reputazione del produttore e qualità dell'annata. Ecco una panoramica: Chardonnay da tavola: questi vini sono spesso prodotti in grandi quantità e sono pensati per essere bevuti giovani. I prezzi possono partire da meno di 10 euro per bottiglia.

Chardonnay di qualità media: provenienti da regioni con una buona reputazione per questo vitigno, questi vini offrono una maggiore complessità e potenziale di invecchiamento. I prezzi possono variare da 10 a 20 euro per bottiglia.

Chardonnay di alta qualità: questi vini spesso provengono da vigneti specifici o da regioni rinomate come la Borgogna, la Sonoma Coast o l'Yarra Valley e in Italia Alto Adige e Collio Friulano. Possono essere invecchiati in barrique di rovere e avere un grande potenziale di invecchiamento. I prezzi possono variare da 25 a 40 euro e oltre.

Chardonnay di livello superiore: vini di prestigio come quelli della Borgogna da denominazioni come Meursault, Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet. Questi vini possono raggiungere prezzi che vanno da 40 euro per bottiglia, con alcuni dei più rinomati Grand Cru che possono costare migliaia di euro.


Con cosa abbinare lo Chardonnay?

Grazie alla sua spiccata acidità (in questo simile allo Chenin Blanc) lo Chardonnay si apprezza soprattutto in abbinamento a piatti con una buona componente grassa: salmone, fritture, ma anche piatti a tendenza dolce come i crostacei.

A un sontuoso plateau di crostacei e ostriche, per esempio, abbinate un raffinato Champagne Blanc de Blancs, un Franciacorta mentre per un aperitivo informale potete stappare uno Alto Adige Chardonnay DOC o un Collio Chardonnay DOC. Se cercate un grandissimo Chardonnay evoluto, invece, andate senza indugio su un Bourgogne o uno Chablis.

Se amate giocare con i contrasti provate ad abbinarlo a pietanze sapide come salumi e formaggi stagionati; le versioni più complesse invece si sposano con primi piatti (tagliatelle ai funghi porcini, pasta alla carbonara, pasta ripiena purché non condita con ragù di carne rossa) e la pizza margherita.

È un ottimo alleato delle carni bianche e magre, oltre che del sushi. Tra i dolci spiccano gli abbinamenti con Tarte Tatin accompagnata da crema pasticcera.

Il nostro e-commerce del vino vi dà l’opportunità di scoprire le mille anime di questo sfaccettato vitigno.

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