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Prosecco

È tra i portabandiera delle bollicine italiane, un gioiello della nostra enologia che si chiama Prosecco. Nella nostra enoteca online troverete i migliori Prosecco di grandi cantine italiane, ottimi come aperitivo o come spumanti a tutto pasto. Il Prosecco è per certi versi uno spumante rivoluzionario, che ha cambiato il modo di intendere le bollicine con un approccio giovane e dinamico, grazie al suo stile e all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Il vino spumante prosecco fresco e dalla facile beva è prodotto in Veneto e Friuli Venezia Giulia complessivamente in nove province, tra cui Treviso, Vicenza, Padova, Gorizia e Trieste. Il Prosecco nasce storicamente dalle colline di Conegliano Valdobbiadene, un luogo ricco di tradizioni e arte, dove si trova la Scuola Enologica di Conegliano, da cui ha inizio la Strada del Prosecco.

Si tratta di un territorio collinare che si estende da est a ovest in una zona rurale a 50 km da Venezia e a circa 100 dalle Dolomiti. La ventilazione continua e il clima temperato con una media annua di 12 gradi circa, favorito dalla posizione tra il mare e le Prealpi, consentono alle uve di asciugarsi rapidamente dopo le piogge, frequenti anche durante l’estate sotto forma di acquazzoni improvvisi.

Le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si sono originate milioni di anni fa dal sollevamento dei fondali marini e oggi hanno un versante esposto a sud, che garantisce ai vigneti di ricevere costantemente la luce del sole, e uno esposto a nord, con le Prealpi che bloccano i venti freddi provenienti da settentrione. L’escursione termica grazie ad un’altitudine che varia da 100 a 500 metri favorisce lo sviluppino degli aromi. In questo territorio viene allevato il glera, il vitigno base del Prosecco, che nel bicchiere evoca profumi di pera e fiori bianchi.

È un vitigno di antichissime origini che su queste colline trova il suo habitat ideale da ormai più di tre secoli, ma per avere la prima documentazione scritta che lo lega a questo territorio bisognerà aspettare il 1772. Nel 1969 invece nasce il Prosecco Doc, il comprensorio collinare ottiene cioè la denominazione di origine controllata e l’area di produzione rimane circoscritta a 15 comuni, due dei quali, Conegliano e Valdobbiadene, gli danno il nome. Il processo di produzione del Prosecco è detto metodo charmat (da rifermentazione in autoclave) e prevede che il mosto fiore, estratto dalla pressatura dell’uva diraspata, venga messo in una vasca d’acciaio con l’aggiunta di lieviti selezionati, che danno il via alla fermentazione alcolica e alla creazione di anidride carbonica. 

Questo passaggio può durare da 1 a 6 mesi. Una volta terminato il processo, le fecce prodotte saranno eliminate attraverso una serie di travasi, a cui seguirà la stabilizzazione e l’imbottigliamento. La vinificazione diventa invece più complessa quando si ha a che fare con il prosecco millesimato, prodotto cioè con almeno l’85% di uve provenienti da un’unica annata. Per produrlo è necessario porre una maggiore attenzione sia in vigna che in cantina, mentre il metodo di produzione usato è quello classico, che prevede la rifermentazione in bottiglia sui lieviti. Al vino base si aggiungono zuccheri e lieviti, solo successivamente si procede con l’imbottigliamento e la rifermentazione in bottiglia.

La definizione negli anni è diventata sinonimo di qualità e più cura, ma non tutti sanno che il prosecco è generalmente millesimato perché ottenuto quasi sempre usando uve della stessa vendemmia. In questo caso è obbligatorio riportare in etichetta l’anno di produzione delle uve Esistono diverse denominazioni per questo prodotto, tutte presenti nel nostro e-commerce del vino tra cui il Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG, il Superiore Cartizze DOCG, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG e il Valdobbiadene Prosecco Rive di Refrontolo Superiore, che possono essere degustati nelle versioni Brut, Extra Dry e Dry. Negli ultimi anni si sta inoltre affermando anche la produzione di prosecco biologico.

Al contrario di quanto lasci pensare il termine “dry” (letteralmente “secco, asciutto”), il prosecco Dry indica un residuo zuccherino tra i 17 e i 32 grammi per ogni litro di vino, in poche parole un vino dolce, spesso fruttato con aromi di pesca e mela verde, ideale se accompagnato a piatti molto speziati o a frutta e dolci. Lo stesso vale per il prosecco Extra Dry, meno dolce di un Dry, ma certamente più morbido di un Brut, con una concentrazione di zuccheri tra i 12 e i 17 grammi per litro. È il protagonista indiscusso dell’aperitivo italiano: si abbina infatti bene a formaggi, carni bianche, crostacei o pasti leggeri.

È questa inoltre la tipologia perfetta per preparare dei long drink freschi e leggeri: tra i più celebri cocktails con prosecco spiccano lo Spritz, il Bellini o il Mimosa. Il Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG è senza dubbio uno dei più famosi spumanti italiani al mondo, prodotto da un cru circoscritto: appena 106 ettari di vigneti nell’area compresa tra le colline di S. Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol. È considerato il miglior Valdobbiadene in circolazione e viene spumantizzato esclusivamente nella versione Dry. Il nome Cartizze viene con probabilità da "gardiz” o “gardizze", il termine dialettale per indicare i graticci usati per l'appassimento delle uve. In questa zona infatti la vendemmia inizia quando le uve cominciano quasi ad appassire: è questa particolarità a conferire al vino una concentrazione unica di sentori e sapori di straordinaria intensità. Ma secondo altri la denominazione deriverebbe dal termine usato localmente per designare l'involucro della pannocchia, "cartiza", che un tempo serviva per avvolgere grappolo per grappolo l’uva pronta per la vendemmia, così da aumentarne il tasso zuccherino. Si otteneva così un vino da dessert, molto simile a un passito; apprezzatissimo agli inizi del secolo, cominciò ad avere meno successo con il secondo dopoguerra quando il gradimento per i vini dolci subì un crollo, fino ai giorni nostri, dove allo spumante si richiede pochissimo zucchero. Nel corso degli anni la lavorazione del cru di S.Stefano si uniformò a quella del Valdobbiadene classico, mantenendo solo la tradizione della vendemmia tardiva.

Le caratteristiche organolettiche del Cartizze, per la gran parte condivise con quelle dei Valdobbiadene, sono davvero impareggiabili, sia per il colore maggiormente intenso, che per la complessità olfattiva che vira verso bouquet di agrumi, rosa, pesca, pera e mela, segnato in bocca da un piacevole retrogusto di frutta secca. Cosa aspettate a scoprire tutti i Prosecco che abbiamo selezionato per voi?

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