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Rum

Il Rum (in spagnolo Ron) è un distillato di canna da zucchero tipico dell’area dei Caraibi, ma più in generale di tutta la fascia tropicale. Al di là della provenienza, il Rum si divide in due grandi varietà: il Rum Agricolo, ottenuto dal puro succo di canna e prodotto nelle Antille Francesi; il Rum Industriale o Classico, prodotto dalla distillazione della melassa, residuo del raffinamento dello zucchero di canna. Il Rum in origine è bianco, incolore: assume la sua colorazione ambrata dopo il passaggio in botti di legno e, eventualmente, l’aggiunta di caramello. Questo aspetto e molti altri determinano lo stile del Rum, che in America Latina si distingue in base all’influenza coloniale: ispanica (nei Rum Cubani per esempio), britannica o francese. In questa collezione troverai i Rum delle distillerie più famose, come Zacapa o Diplomàtico, e i gioielli dei produttori o selezionatori più pregiatidei migliori Rum come Caroni. Scegli l’etichetta che fa per te.

Storia e origini del Rum
Come spesso accade per le bevande molto diffuse e antiche, non è chiara l’origine del nome Rum. Potrebbe derivare dall’inglese Rumble (gorgogliare), oppure dal latino della canna da zucchero, Saccharum Officinarum, abbreviato dai monaci con un più comodo Rum. Sebbene le prime bevande ottenute dalla fermentazione dello zucchero di canna siano state prodotte in Cina o in India, è certo che la prima distillazione sia avvenuta nella Londra del ‘400, grazie all’importazione della canna da zucchero dall’India. Dopo la scoperta dell’America, sarà il Nuovo Mondo a fornire la materia prima. Sono gli schiavi delle piantagioni nei Caraibi però a scoprire che anche a partire dalla melassa, la pasta di scarto della lavorazione della canna, si può ottenere un distillato.
Si dà comunemente alle Barbados la paternità sul vero rum, che però per molti secoli rimane un prodotto di bassissimo livello, pieno di impurità e di sostanze tossiche. Nonostante questo, comincia a diffondersi anche nelle Colonie statunitensi, tant’è che le prime distillerie aprono a Staten Island e Boston a metà ‘600. Con l’annessione della Giamaica all’Impero Britannico del 1655, il Rum sostituisce il Brandy nella razione giornaliera distribuita ai soldati, spesso anche in versione allungata con l’acqua (il cosiddetto Grog). È così che gradualmente si diffonde in maniera definitiva anche in Europa.

Metodo di produzione
Esistono principalmente due tipi di Rum: quello agricolo e quello tradizionale. Il primo è molto più pregiato, perché si ottiene dalla distillazione del succo di canna puro fermentato. È un metodo originario delle Antille francesi, in particolare il Martinique AOC, una denominazione particolarmente pregiata. L’altra tipologia di Rum è quello classico, il tradizionale distillato a partire dalla melassa.
Per quest’ultimo processo, il più comune, si utilizza la pasta densa che si ottiene facendo bollire più volte il succo di canna pressata. Una volta solidificato ed estratto lo zucchero, rimane una melassa semidensa, ancora zuccherina a cui viene aggiunta acqua, lieviti e viene fatta fermentare. Solitamente, i lieviti sono di origine chimica, come nel Rum cubano, fatta eccezione del Rum giamaicano che utilizza lieviti indigeni.

Utilizzo e migliori cocktail con il Rum
La gradazione del Rum solitamente va dai 40 gradi del cubano, chiaro e leggero, spesso poco invecchiato, ai 57/58 gradi di alcuni Rum invecchiati di Trinidad, come il Caroni. Nel primo caso, il Rum si presta bene a fare da base ai cocktail più famosi, dal classico Mojito alla Pina Colada, dal Daiquiri al Dark and Stormy. Nel caso di un Rum più invecchiato, e quindi pregiato, si consiglia di berlo da solo, per gustarne a pieno la purezza.

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