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Montepulciano d'Abruzzo

Per troppo tempo sottovalutato e spesso dimenticato, il vino Montepulciano d’Abruzzo è oggi la seconda DOC più diffusa dopo il Chianti. Definito da molti "il rosso del futuro”, è insieme al Sangiovese uno dei più importanti vitigni dell’Italia centrale, da cui derivano vini rossi che danno il meglio di sé soprattutto nelle versioni dal lungo invecchiamento.
Il Montepulciano è un vitigno autoctono a bacca nera che trova il suo habitat naturale nella fascia collinare (inferiore ai 500 metri) stretta tra il Gran Sasso e la costa adriatica, nelle province abruzzesi di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Vista la presenza massiccia di zone troppo montuose per la viticoltura, i vini Montepulciano d’Abruzzo sono quelli prodotti principalmente sulle colline, in pianura o nelle aree costiere. Occhio a non confonderlo con il Vino Nobile di Montepulciano, prodotto nell’omonimo comune toscano e proveniente dal Prugnolo Gentile, varietà del Sangiovese. Tra i vini della categoria Doc il Montepulciano d'Abruzzo è diventato nel 2007 il primo vino italiano per produzione.

Presente in Abruzzo sin da tempi antichissimi, l’uva Montepulciano cominciò a essere chiamata con il nome con cui la si conosce oggi, solo a partire dal XVII secolo.
Anche se alcuni studi recenti ne attribuiscono le origini alla Grecia, continua a farsi largo anche la teoria, fino ad ora la più accreditata, secondo la quale a dargli i natali sarebbe stata la valle Peligna, nei pressi della catena montuosa della Majella. E a confermarlo ci pensano del resto le sue stesse caratteristiche, che ne fanno senza dubbio un vino di montagna.
Tutto risalirebbe al 1500 quando i Medici acquisirono possedimenti della famiglia Piccolomini, nell’Alto Tirino, dove poi avrebbero impiantato i primi vigneti di Averusto, dal quale si sarebbe generato il Montepulciano Cordisco o tardivo. Da qui si sarebbe diffuso nell’area Peligna prima e dopo la calamità della fillossera nella zona di Torre de' Passeri. A parlare di produzione e commercializzazione di "vino Montepulciano" è a partire dal 1821 un documento appartenente all'architetto Tommaso Camplone di Pescara, mentre alcuni archivi testimoniano la presenza di suoi cloni anche nella Marsica (nelle zone di Gioia dei Marsi, Aielli o San Pelino-Paterno), su quei suoli dove probabilmente la fillossera non riuscì ad attecchire.
L’affinamento di nuove tecniche enologiche oggi permette di coltivarlo ovunque, ma la zona ideale rimane la Valle Peligna.

Il Montepulciano d'Abruzzo ha le caratteristiche di un vino rosso classico, rotondo e dal profumo fruttato.
Dal colore rosso intenso, che varia dal rubino al violaceo, tende al granato con l'invecchiamento e resta asciutto e tannico al punto giusto ha i sapori e gli aromi della montagna: mora matura, visciole, maraschino, gelso, sottobosco, mirtilli, ciliegie.
Se al primo sorso può risultare molto fruttato, successivamente lascerà invece emergere note di cacao, tabacco e frutta sotto spirito. In bocca lascia inconfondibili ricordi di amarena e prugna.
I vini Montepulciano invecchiano molto bene, ecco perché tra i migliori Montepulciano d’Abruzzo rientra anche la versione “riserva”, sottoposta ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno nove mesi in botti di legno.

Le bottiglie più giovani si sposano alla perfezione con grigliate di carne sia suina che ovina, mentre i vini più vecchi si apprezzano soprattutto se abbinati a carni rosse. In generale si lascia degustare se accompagnato da formaggi pecorini e con una stagionatura che cresce di pari passo con l'invecchiamento del vino. Nella nostra enoteca puoi trovare una vasta gamma di vini Montepulciano d’Abruzzo, e scegliere tra le migliori cantine sul territorio: dal Montepulciano di Masciarelli, che unisce sperimentazione e innovazione in uno dei vini più ricercati d’Italia (il Villa Gemma), ai rossi strutturati della storica cantina di Emidio Pepe, che fa dello stile naturale la sua cifra distintiva senza aggiunta di lieviti o solfiti.

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