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VINI BIANCHI SECCHI

Un vino bianco secco è un vino che ha completato la fermentazione alcolica: i lieviti hanno convertito quasi tutto lo zucchero del mosto in alcol, lasciando meno di 4 grammi di zucchero residuo per litro. Sotto questa soglia il palato non percepisce dolcezza. La grande maggioranza dei vini bianchi è secca, bianchi fruttati, minerali e sapidi, strutturati o leggeri, ma "secco" non dice nulla sullo stile: dice solo che non c'è dolcezza residua. La scelta tra un vino bianco secco fruttato e uno non fruttato, tra un fermo e un frizzante, dipende dall'occasione e dal piatto.

Italiani e internazionali: i migliori vini bianchi secchi per stile

Tra i vini bianchi secchi italiani più riconoscibili: il Soave Classico veneto con il suo profilo di frutta bianca e mineralità vulcanica; il Greco di Tufo campano, intenso di pesca e mandorla; il Vermentino sardo, salino e agrumato; l'Etna Bianco da Carricante, uno dei bianchi fermi più minerali d'Italia. I vini bianchi secchi non fruttati, più austeri, con acidità dominante e note di pietra, erba o gesso, trovano il loro riferimento nel Chablis, Chardonnay in purezza da suoli kimmeridgiani che non passa in legno: pietra focaia, agrumi, tensione acida. Lo Chardonnay è secco in quasi tutte le sue versioni, ma lo stile cambia radicalmente: il Chardonnay di Borgogna, affinato in barrique, sviluppa note di nocciola, burro e mela cotogna che lo rendono apparentemente più ricco, ma rimane tecnicamente secco. Il Grüner Veltliner austriaco è invece l'esempio più diretto di bianco secco non fruttato: pepe bianco, acidità netta, zero cedimento verso il dolce.

Come scegliere e quando usare un vino bianco secco in cucina

Per abbinarlo a tavola: i vini bianchi secchi leggeri e fruttati stanno bene su pesce delicato, crostacei, antipasti di mare e verdure; quelli minerali e non fruttati reggono meglio i piatti più strutturati, le carni bianche, i formaggi a pasta morbida. Il vino bianco secco fermo è diverso dal frizzante: la bolla aggiunge freschezza percepita e pulisce meglio il palato su fritti e salumi. Per cucinare, un vino bianco secco economico ma di qualità è sempre la scelta giusta, risotti, zuppe di pesce, sauté di vongole: il calore esalta l'acidità e disperde l'alcol, ma concentra i difetti di un vino scadente. Meglio un Soave o un Vermentino di ingresso che una bottiglia da 3 euro senza denominazione. I prezzi dei bianchi secchi di qualità partono da 8-10 euro per le denominazioni di base, salgono a 20-35 euro per i grandi Borgogna d'ingresso e i vini di territorio più complessi.

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