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Brandolin


Lungo le rive friulane del fiume Isonzo si incontrano territori da secoli altamente vocati alla vitivinicoltura. Idealmente suddivisa in due zone, la denominazione Isonzo DOC comprende l’area chiamata delle “Rive alte” e quella invece identificata come “Rive di Giare”. La prima, estesa per l’appunto tra l’alta pianura della provincia goriziana e la vallata dello stesso Isonzo, è caratterizzata da un particolare microclima, connotato dalla protezione delle Alpi e dalla vicinanza all’Adriatico, mentre la seconda zona, quella delle “Rive di Giare”, è più fresca e registra in media temperature più basse rispetto alle “Rive alte”, per cui risulta essere più indicata per la coltivazione delle varietà vitate e bacca bianca, da cui si ricavano vini strutturati e contemporaneamente di grande equilibrio aromatico. Capaci come pochi altri di riflettere quelle che sono le peculiarità territoriali, i vini dell’Isonzo, tanto i rossi quanto i bianchi, sono in generale complessi e di ottima struttura, ricchi di sfumature aromatiche e predisposti per garantire uno specchio di bevibilità che offre sicure evoluzioni nel tempo. In questo scenario, esattamente situata a Mariano del Friuli, in provincia di Gorizia, troviamo l’azienda agricola Brandolin, attualmente appartenente e gestita da Michela Bront. Fondata nei primi decenni del secolo scorso, nel 1920 per la precisione, la cantina è nata in un’epoca storica in cui l’allevamento della vite, e in genere le attività agricole, rappresentavano un’importante fonte di sostentamento per le famiglie friulane. In una sorta di ideale continuità, tuttavia, a poco meno di un secolo dalla fondazione, ancora oggi l’azienda Brandolin mantiene vive, tra i filari, quelle che sono le più antiche tradizioni agronomiche locali. Conducendo i propri vigneti secondo le norme dell’agricoltura biologica, è massimo il rispetto per l’ecosistema e per la salvaguardia dell’ambiente. In cantina, le moderne tecnologie enologiche trovano impiego esclusivamente nella valorizzazione di ciò che la stagione e il territorio sono stati in grado di esprimere nel frutto. Al netto di tutto, il risultato è dato da etichette semplicemente eccellenti. Dal Friulano alla Malvasia, dal Merlot al Cabernet, fino ad arrivare allo Spumante Extra Dry, sono vini, quelli targati “Brandolin”, fedele rappresentazione e simbolo indiscusso di quello che è il migliore Isonzo se si parla di vino.