Vini del Monferrato: caratteristiche e denominazioni più importanti
Le Langhe si prendono quasi sempre la scena, ma a pochi chilometri, sulle colline tra Asti e Alessandria, c'è un Piemonte del vino altrettanto ricco e molto meno raccontato. Il Monferrato è la patria della Barbera migliore, del Moscato e di una manciata di vitigni che esistono quasi solo qui: Grignolino, Ruchè, Freisa. Ecco come orientarsi tra zone, denominazioni e cantine.
Monferrato: caratteristiche del territorio
Il Monferrato rappresenta, insieme alle Langhe, una delle zone storiche e più importanti del Piemonte del vino. È un mare di colline a est di Torino, tra le province di Asti e Alessandria, che scende fino alla pianura del Po, al confine con la Lombardia.
Tradizionalmente si divide in tre aree: l'Astigiano; il Casalese o Basso Monferrato, a nord della provincia di Alessandria attorno a Casale Monferrato; e l'Alto Monferrato, a sud, con i comuni di Acqui Terme, Ovada e Gavi. È una zona vasta: la sola DOC Monferrato abbraccia 215 comuni, e in parte si sovrappone alla DOC Asti, che ne conta 171.
Anche i suoli sono molto vari, e cambiano da una collina all'altra. Nel triangolo classico del Moscato, tra Canelli, Santo Stefano Belbo e Castiglione Tinella, dominano i terreni calcarei. E proprio a Canelli le storiche cantine sotterranee scavate sotto il paese sono oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Il dettaglio da sapere
Perché la Barbera migliore arriva da qui e non dalle Langhe? Questione di priorità. Nelle Langhe le vigne più esposte vanno al Nebbiolo di Barolo e Barbaresco; nell'Astigiano, invece, i posti migliori sono riservati alla Barbera. Stessa uva, ma piantata dove rende di più.
Vini DOC e DOCG del Monferrato
Grande protagonista di questo territorio è senza dubbio la Barbera, che qui dà vita a tre DOCG rosse: la Barbera d'Asti, il Nizza e la Barbera del Monferrato Superiore. Accanto a loro, la Barbera del Monferrato DOC resta la versione più leggera e quotidiana, spesso vivace.
Il rosso del Monferrato
Barbera d'Asti e Nizza
Vitigno
Barbera
Nel bicchiere
Zona
Astigiano, da Nizza Monferrato verso Agliano e Rocchetta Tanaro.
Colore profondo, tannini bassi e un'acidità alta anche a piena maturazione: è la firma della Barbera. Le versioni migliori arrivano dalla Barbera d'Asti DOCG, e in particolare dalla zona di Nizza, una delle più calde dell'Astigiano, oggi DOCG autonoma con il nome Nizza. La Barbera del Monferrato Superiore DOCG chiede invece almeno 14 mesi di affinamento. Per capire cosa cambia con la dicitura "Superiore" c'è la nostra guida dedicata a cosa si intende con Barbera Superiore.
L'altra anima del Monferrato è dolce e profumata. Il Moscato Bianco regna nella parte meridionale, tra Asti, Alba e Acqui Terme: è la zona della DOCG Asti, che comprende sia l'Asti spumante sia il Moscato d'Asti.
Il bianco aromatico
Moscato d'Asti
Vitigno
Moscato Bianco
Nel bicchiere
Zona
Triangolo Canelli, Santo Stefano Belbo, Castiglione Tinella.
Attenzione a non confonderli: il Moscato d'Asti non è uno spumante. Ha al massimo 2 atmosfere di pressione, contro le oltre 6 dell'Asti, ed è solo leggermente frizzante, con un grado alcolico molto basso. La fermentazione si ferma presto, e lo zucchero rimasto esalta i profumi del Moscato. È a Canelli che nel 1865 nacque il primo Moscato spumante. Nella stessa area ci sono due piccole DOC per il Moscato dolce da uve raccolte tardi o appassite: Loazzolo e Strevi.
Attorno ad Acqui Terme, infine, si produce la DOCG Brachetto d'Acqui, un rosso dolce e profumato, spesso con una bollicina vivace. Sopra tutte queste denominazioni c'è la DOC Monferrato, che fa da contenitore anche per il Monferrato Rosso e per i vitigni internazionali, che però non possono essere indicati in etichetta.
I vini dell'Alto Monferrato
Nell'Alto Monferrato il vino cambia volto. Attorno a Ovada il Dolcetto, considerato a lungo un vitigno da tutti i giorni, dà vini sorprendentemente complessi nella DOCG Ovada. Più a est comincia invece il regno del Cortese.
Il grande bianco piemontese
Gavi
Vitigno
Cortese
Nel bicchiere
Zona
Alto Monferrato, provincia di Alessandria.
Il Gavi DOCG, da uve Cortese, si trova anch'esso dentro il Monferrato ed è uno dei bianchi italiani che ha avuto più successo dagli anni Novanta. Nel Casalese il Cortese dà anche il Monferrato Casalese, un bianco secco non troppo lontano dal Gavi. Se vuoi partire dalle bottiglie giuste, trovi i nostri 3 migliori Gavi.
Appena fuori dal Monferrato, verso est, iniziano i Colli Tortonesi, una DOC separata che si estende verso l'Oltrepò Pavese. Qui si coltivano Barbera e Cortese, ma la vera notizia degli ultimi anni è il Timorasso: un bianco raro che sta vivendo una rinascita grazie ai suoi vini aromatici e capaci di invecchiare.
Grignolino, Freisa e Ruchè: gli autoctoni
Il Monferrato custodisce alcuni dei vitigni tradizionali del Piemonte più originali. Per anni sono stati sottovalutati; oggi sono la ragione migliore per esplorare la zona.
Il rosso chiaro che graffia
Grignolino
Vitigno
Grignolino
Nel bicchiere
Zona
Colline tra Asti e Casale Monferrato.
Documentato già nel 1249, il Grignolino ha un colore chiaro che inganna: i suoi acini hanno tre o quattro volte più vinaccioli del normale, e da qui arrivano tannini sorprendenti. Il nome stesso viene da grignole, che in dialetto monferrino significa proprio vinaccioli. Per anni è stato vinificato con macerazioni brevi e bevuto giovane; oggi la DOC Grignolino del Monferrato Casalese sta vivendo una rinascita, con vini capaci anche di invecchiare.
Il rosso profumato
Ruchè di Castagnole Monferrato
Vitigno
Ruchè
Nel bicchiere
Zona
Castagnole Monferrato e comuni vicini, provincia di Asti.
Rarissimo, con appena un centinaio di ettari in tutta Italia, il Ruchè ha una sua DOCG attorno a Castagnole Monferrato. Come il Nebbiolo ha profumi intensi e floreali, e i suoi tannini lasciano un finale leggermente amaro: un rosso aromatico con la struttura tipica dei grandi rossi piemontesi.
Il parente del Nebbiolo
Freisa
Vitigno
Freisa
Nel bicchiere
Zona
Astigiano e Monferrato, fino alle porte di Torino.
Le analisi del DNA hanno rivelato un rapporto diretto di parentela tra Freisa e Nebbiolo, e si sente: acidità e tannini sono importanti. Tradizionalmente è un rosso leggermente frizzante, con profumi di fragoline e lamponi; oggi però esistono anche versioni ferme, secche e affinate in legno, pensate per durare. Le DOC principali sono la Freisa d'Asti e la Monferrato Freisa.
Le cantine più importanti del Monferrato
Tra i produttori da conoscere c'è Braida, la cantina di Giacomo Bologna, il cui Bricco dell'Uccellone fu il prototipo della Barbera affinata in barrique che negli anni Ottanta cambiò la reputazione del vitigno. Poi Coppo, tra i nomi storici dell'Astigiano, che produce anche una Freisa secca e ferma affinata in barrique.
Per il Ruchè il riferimento è Montalbera, mentre nel Casalese Accornero e Crealto lavorano su Grignolino e Barbera del Monferrato. Completano il quadro Cascina Gilli, per Freisa e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Paolo Avezza e Cascina La Barbatella nella zona di Nizza, e Castello di Tassarolo per il Gavi.
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