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RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO

Il Ruchè è uno dei vitigni più rari d'Italia: circa cento ettari in tutto il Paese, quasi interamente concentrati intorno a Castagnole Monferrato nella provincia di Asti. La DOCG porta il nome del paese perché fuori da quella zona, di Ruchè, praticamente non ne esiste. È un rosso che sorprende gli appassionati abituati ai grandi vini piemontesi: profuma intensamente come un Nebbiolo, floreale e speziato, ma in bocca lascia quell'inconfondibile amarognolo finale che è la sua firma. Un vino di nicchia nel senso più letterale del termine, difficile da trovare e impossibile da confondere.

Profumi da Nebbiolo, finale tutto suo

Il parallelo aromatico con il Nebbiolo è quello che colpisce al primo naso: rosa, viola, spezie dolci, una ricchezza olfattiva che in Piemonte si associa normalmente ai grandi rossi delle Langhe. Ma il Ruchè non è Nebbiolo, e basta il primo sorso per capirlo. I tannini sono meno imponenti, il corpo più contenuto, e soprattutto compare quel finale leggermente amaro, quasi chinato, che è la cifra riconoscibile del vitigno. È un amaro nobile, non una rusticità, e svolge nella struttura del vino un ruolo simile a quello di una scorza d'agrume in un cocktail: dà contrasto, allunga la persistenza, pulisce il palato. I Ruchè migliori oggi si vinificano senza barrique o con uso molto leggero del legno, proprio per non coprire questa caratteristica varietale così distintiva.

Quando aprirlo e con cosa

Il Ruchè è un rosso da tavola, nel senso migliore del termine: vuole cibo e vuole compagnia. Funziona benissimo con i primi saporiti della tradizione monferrina, agnolotti al sugo d'arrosto, tajarin al tartufo, risotti con funghi. Ma dà il meglio di sé su carni bianche con salse speziate, anatra all'arancia, maiale glassato al miele, piatti dove il suo floreale si intreccia con le note dolci della preparazione. Si beve generalmente giovane, entro i quattro o cinque anni, anche se i migliori produttori stanno dimostrando che può evolvere più a lungo di quanto si pensasse. Per chi vuole ampliare l'esplorazione dei grandi rossi piemontesi, la selezione di vini da Nebbiolo permette il confronto più interessante: stesso Piemonte, stesso Asti a un tiro di schioppo, registro aromatico simile ma struttura completamente diversa.

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