Guida ai vini della Franciacorta: caratteristiche, vitigni e denominazioni più importanti
In questo articolo
Territorio e zonazione Il metodo classico Vitigni e stili Le altre denominazioni I produttori storiciSulla riva sud del Lago d'Iseo, in provincia di Brescia, si estende la zona che ha riscritto le regole dello spumante italiano. La Franciacorta è oggi una DOCG riservata esclusivamente al metodo classico, l'unica in Italia ad aver eliminato la parola "spumante" dall'etichetta, sul modello dello Champagne. Diciannove comuni, oltre 2.800 ettari vitati e un lavoro di zonazione che ha impiegato decenni per mappare questo terroir zona per zona.
Territorio e zonazione: sei tipologie di suolo, un'unica DOCG
Il disciplinare del Franciacorta è stato depositato nel 1967, quando le aziende produttrici erano appena nove. Da allora il territorio si è trasformato: oggi la zona di produzione comprende diciannove comuni tra Brescia e il lago, un'area molto più ampia rispetto agli anni '60.
Il lavoro di zonazione avviato da Attilio Scienza nei primi anni '90 ha portato all'individuazione di sei tipologie di suolo, quasi tutte di origine morenica, formatesi durante le ultime glaciazioni del Quaternario. Sono proprio questi depositi glaciali, ricchi di scheletro e ben drenanti, a garantire la maturazione lenta e la mineralità che distinguono i migliori Franciacorta.
Il dettaglio tecnico
La zonazione morenica della Franciacorta è un caso raro in Italia per completezza. Pochi altri disciplinari hanno mappato il suolo con la stessa precisione prima di stabilire le regole di produzione, invece di limitarsi a confermare confini amministrativi preesistenti.
Il metodo classico e il Satèn: la Champagne italiana
Il merito principale dei produttori franciacortini è stato adottare integralmente il metodo champenoise per la rifermentazione in bottiglia. Il risultato sono oltre 18 milioni di bottiglie l'anno, tra le bollicine metodo classico più eleganti del paese secondo le stime più recenti.
Il secondo merito è stato inventare una tipologia che prima non esisteva: il Satèn. È una versione più morbida e delicata, con una pressione in bottiglia più contenuta rispetto al Brut, ottenuta solo da uve a bacca bianca. Il nome richiama proprio la sensazione tattile, quasi setosa, che il minor apporto di anidride carbonica regala al palato.
Da abbinare a
Il Franciacorta Brut accompagna l'aperitivo e i risotti di lago. Il Satèn, più morbido, trova il suo terreno naturale nei primi piatti delicati e nei formaggi a pasta molle; il Rosé regge anche il pesce in preparazioni più strutturate.
Vitigni e stili: cosa c'è nel bicchiere
Due famiglie di vitigni, due famiglie di vini nella stessa denominazione.
Metodo classico
Franciacorta DOCG
Vitigni
Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, Erbamat
Nel bicchiere
Stili
Brut, Satèn, Rosé, Millesimato, Riserva.
Le uve a bacca bianca Chardonnay e Pinot Bianco, insieme al Pinot Nero, sono la base del Franciacorta metodo classico. Il disciplinare include anche l'Erbamat, un vitigno autoctono reintrodotto proprio per aggiungere acidità e freschezza nelle annate più calde, quando il riscaldamento climatico rischia di appesantire il profilo aromatico dei vini.
Vino fermo
Curtefranca DOC
Vitigni
Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Carmenère (rosso) · Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero (bianco)
Nel bicchiere
Da abbinare a
Primi piatti, carni bianche, formaggi di media stagionatura.
Sulla stessa superficie di produzione del Franciacorta nasce anche il Curtefranca, DOC dedicata al vino fermo. Il rosso arriva dai vitigni internazionali a bacca rossa; il bianco, il Curtefranca Bianco, condivide le stesse uve dello spumante ma vinificate senza rifermentazione, per un profilo più diretto e meno lavorato.
Le altre denominazioni della provincia di Brescia
Intorno alla Franciacorta, un mosaico di piccole DOC spesso poco conosciute.
Lago di Garda
Lugana DOC
Vitigno
Turbiana (Trebbiano di Lugana)
Nel bicchiere
Da abbinare a
Pesce di lago, risotti, antipasti freschi.
A sud del Lago di Garda nasce il Lugana, bianco prodotto dal vitigno Turbiana. L'analisi del DNA ha rivelato che è in realtà identico al Verdicchio marchigiano e al Trebbiano di Soave: tre nomi diversi per lo stesso vitigno, coltivato in zone d'Italia lontanissime tra loro. I suoli argilloso-calcarei sulla riva del lago, localmente chiamati "menadel", danno i vini più espressivi.
Provincia di Brescia
Valtènesi e Garda Classico
Vitigno
Groppello (in prevalenza), Barbera, Marzemino, Sangiovese
Nel bicchiere
Da abbinare a
Salumi, pesce di lago, aperitivo estivo.
Il Groppello, vitigno autoctono coltivato a sud-ovest del Garda, è protagonista del Valtènesi Chiaretto, rosato di grande finezza. La zona rientra oggi nella più ampia DOC Garda, condivisa con il Veneto, insieme al Garda Classico prodotto con Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese.
Le cantine storiche della Franciacorta
Tra le cantine della Franciacorta che hanno costruito la reputazione della zona spiccano nomi come Ca' del Bosco, Bellavista e Guido Berlucchi, quest'ultima tra le prime nove aziende a redigere il disciplinare del 1967. A queste si affiancano Contadi Castaldi, Ferghettina e Monte Rossa, tra le realtà più consistenti oggi nel catalogo Tannico.
Selezione Tannico
Tutti i Franciacorta del catalogo Tannico
Oltre 130 etichette tra Brut, Satèn, Rosé, Millesimati e Riserve delle migliori cantine della zona.
Esplora la selezione →