DOLCETTO D'ALBA

Nonostante il nome, il Dolcetto d'Alba è un rosso secco. Il nome viene dall'uva, dolce da mangiare perché povera di acidità, non dal vino. Nasce attorno ad Alba, nelle stesse Langhe del Barolo, e matura prima degli altri rossi della zona: si vinifica in pochi giorni e si beve giovane. Colore fitto, profumo di ciliegia, chiusura che ricorda la mandorla, tannino presente e acidità contenuta. Un rosso quotidiano, fatto per stare a tavola con la cucina piemontese.

Dolcetto d'Alba, Dogliani, Diano: come orientarsi

Il Dolcetto ha più denominazioni in Piemonte, e quella d'Alba è la più ampia. Dogliani e Diano d'Alba hanno una DOCG propria, con versioni spesso più strutturate. Dentro il Dolcetto d'Alba la differenza la fa soprattutto il produttore. Molte etichette arrivano da cantine note per il Barolo, che lo vinificano in acciaio o cemento da bere entro tre o quattro anni. Alcune vigne singole, da viti vecchie, reggono qualche anno in più. Tutte le versioni del vitigno si confrontano nella selezione di Dolcetto.

Quanto costa un Dolcetto d'Alba e cosa mettere in tavola

Tra 10 e 16 euro si trova la gran parte dei Dolcetto d'Alba, d'annata e pronti da bere. Intorno ai 20 euro salgono le selezioni di vigna singola. Oltre i 35 euro ci sono poche eccezioni firmate da produttori di culto. Proprio perché si beve giovane, conviene guardare l'annata e preferire le ultime due vendemmie. A tavola accompagna antipasti piemontesi, vitello tonnato, tajarin al ragù, salumi e formaggi freschi; si serve a 15-16 °C. Chi produce un buon Dolcetto spesso firma anche un Langhe Nebbiolo da provare accanto.

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