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EMILIA ROMAGNA

Sotto un solo nome amministrativo convivono due mondi del vino che parlano lingue diverse. A ovest l'Emilia della pianura, dove regna il Lambrusco; a est le colline della Romagna, terra di Sangiovese e di Albana. Tenere a mente questa frattura è il modo più rapido per non sbagliare bottiglia: chi cerca un rosso frizzante da pranzo guarda all'Emilia, chi vuole un rosso fermo da invecchiamento guarda alla Romagna. Qui trovi la mappa per muoverti tra le due anime e arrivare alla scelta giusta.

Lambrusco: il frizzante che gli italiani bevono secco

Nel 2020 si sono prodotte circa 160 milioni di bottiglie di Lambrusco, ma solo un quarto sotto disciplinare DOC: il resto è IGT Emilia. C'è però un dettaglio che ribalta l'immagine da export: il Lambrusco amato in tavola dagli emiliani è secco, non dolce, e la sua acidità vivace serve proprio a tagliare i piatti grassi della cucina locale, dai tortellini al cotechino. Cinque DOC distinguono i terroir, dal Sorbara pallido e teso al Grasparossa di Castelvetro più ricco e tannico. Per scegliere lo stile giusto conviene partire dalla selezione di Lambrusco e leggere la sottozona in etichetta.

La Romagna del Sangiovese e dell'Albana

Per anni il Sangiovese di Romagna ha pagato la reputazione di vino sfuso e generoso. Ma le vecchie viti attorno a Predappio, su suoli ricchi di ferro e arenaria fino a 450 metri, danno rossi seri e longevi che nulla hanno da invidiare alla Toscana. Sul fronte bianco, l'Albana di Romagna è stata la prima DOCG bianca d'Italia nel 1986: oggi convince soprattutto nelle versioni passito e in quelle fermentate sulle bucce. Per esplorare i rossi fermi della regione il riferimento sono i rossi dell'Emilia-Romagna, mentre per il bianco autoctono più interessante c'è l'Albana di Romagna.

Come scegliere e quanto spendere

È una delle regioni più accessibili d'Italia. Un buon Lambrusco secco si trova attorno ai 9-12 euro, un Sangiovese di Romagna d'annata sta sui 10-15 euro, mentre per le riserve di collina e gli Albana passito si sale verso i 25-35 euro. La regola pratica: il frizzante secco va servito fresco, attorno ai 12 gradi, e accompagna salumi e primi ricchi; il Sangiovese fermo di Predappio chiede invece carni e formaggi stagionati. Chi cerca un bianco fresco da aperitivo può invece orientarsi sui bianchi della regione.

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