FRANCIACORTA: ECCELLENZA DEGLI SPUMANTI

Da cento chili di uva si ricavano al massimo sessantacinque litri di vino base: oltre quella soglia la bottiglia perde il diritto a chiamarsi Franciacorta. È il numero che spiega meglio di ogni altro cosa sia il vino Franciacorta. Uno spumante metodo classico che nasce sulle colline moreniche a sud del Lago d'Iseo, in provincia di Brescia, da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Vendemmia a mano obbligatoria, seconda fermentazione in bottiglia e almeno diciotto mesi sui lieviti prima di uscire. Il prezzo di un Franciacorta comincia lì, molto prima del nome sull'etichetta.

Brut, Satèn, Rosé, Riserva: cosa cambia davvero

Le tipologie si distinguono per uve, pressione e mesi di affinamento sui lieviti. Il Brut non millesimato resta in bottiglia almeno 18 mesi ed è la porta d'ingresso: pronto, versatile, da stappare senza pensarci troppo. Il Franciacorta Satèn sale a 24 mesi, nasce solo da uve bianche e viene imbottigliato a una pressione massima di 5 atmosfere contro le 6 abituali: bollicina più fine, sensazione meno tagliente in bocca. Esiste soltanto nella versione Brut. Il Rosé, anch'esso a 24 mesi, richiede almeno il 35% di Pinot Nero e ha più struttura di quanto il colore suggerisca. Il Millesimato porta l'annata in etichetta, con almeno l'85% di uve di quell'anno, e affina 30 mesi. La Riserva non esce prima di 60 mesi ed è quella che regge altri cinque anni di cantina dopo l'acquisto.

Perché un vino come il Franciacorta costa quello che costa

La resa del 65% non è burocrazia. Significa usare solo le frazioni di mosto che escono per prime dalla pressa, le più pulite, e destinare il resto ad altre denominazioni. Si aggiungono la raccolta in cassette sotto i venti chili, il vetro nuovo obbligatorio e una densità minima di 4.500 ceppi per ettaro. Dal 2017 il disciplinare ammette fino al 10% di Erbamat, vitigno autoctono bresciano a maturazione tardiva e acidità alta, introdotto per tenere la tensione nelle annate calde. Nel metodo classico italiano pochi regolamenti sono altrettanto stretti.

A tavola: cosa mettergli accanto e a che temperatura

Il Brut base regge l'aperitivo con salumi e formaggi freschi, ma dà il meglio su un fritto di paranza. Il Satèn chiede piatti meno salati: crudi di pesce, tortelli burro e salvia. Il Rosé, con il suo Pinot Nero, tiene testa a un tonno scottato e al culatello. Le Riserve e i dosaggio zero con lungo affinamento reggono carni bianche arrosto e formaggi stagionati, non l'aperitivo. Servilo tra 8 e 10 gradi, le Riserve un paio di gradi più su, e usa un calice ampio invece del flûte.

Quanto costa un Franciacorta e cosa stai pagando

Il pavimento lo fissa il disciplinare, non il mercato. Diciotto mesi di magazzino prima di poter vendere e 65 litri di vino da cento chili di uva sono costi che nessuna cantina comprime: sotto i 18 euro i conti non tornano. La fascia più battuta è quella dei Brut non millesimati, fra 18 e 30 euro, dove stanno le aziende con volumi importanti. Fra 25 e 45 trovi Satèn e Rosé, che pagano i sei mesi in più sui lieviti e, nel caso del Rosé, il Pinot Nero vinificato a parte. I Millesimati partono da 35 perché immobilizzano trenta mesi e rinunciano all'assemblaggio fra annate, la leva con cui si tiene costante il prezzo di un non millesimato. Le Riserve cominciano intorno ai 60 e superano i 100: cinque anni di bottiglia prima dell'incasso sono capitale fermo, e si vede.

Domande frequenti sul Franciacorta

Che tipo di vino è il Franciacorta?

Il Franciacorta è uno spumante italiano metodo classico DOCG, con seconda fermentazione in bottiglia, prodotto in 19 comuni della provincia di Brescia. Nasce da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con una quota facoltativa di Erbamat, ed è l'unica denominazione italiana che ha rinunciato alla parola "spumante" in etichetta.

Che differenza c'è tra prosecco e Franciacorta?

La differenza è il metodo: il Franciacorta rifermenta in bottiglia per almeno 18 mesi sui lieviti, il Prosecco in autoclave per poche settimane. Cambiano anche le uve, Chardonnay e Pinot contro Glera, e il risultato nel bicchiere: crosta di pane e cremosità da una parte, frutta e fiori dall'altra. Il confronto completo è nel nostro approfondimento dedicato.

Quanto costa una bottiglia di Franciacorta?

Un Franciacorta Brut non millesimato parte da circa 18 euro. Satèn e Rosé si collocano fra 25 e 45, i Millesimati dai 35 in su, le Riserve da 60 in avanti. Il prezzo segue i mesi di affinamento obbligatori: più tempo sui lieviti, più capitale immobilizzato.

Qual è il Franciacorta più buono?

Dipende da quando lo apri, non da una classifica. Per una cena tra amici conviene un Brut non millesimato; per una bottiglia da tenere o da regalare conta il tempo sui lieviti, quindi Millesimato o Riserva. Chi cerca finezza va sul Satèn, chi vuole austerità sul dosaggio zero. Abbiamo raccolto i migliori Franciacorta per rapporto qualità prezzo in una selezione a parte.

Dove viene fatto il Franciacorta?

Il Franciacorta si produce in Lombardia, sulle colline moreniche tra Brescia e la sponda sud del Lago d'Iseo. La zona copre 19 comuni, su suoli lasciati dal ghiacciaio della Val Camonica.

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