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Podere Veneri Vecchio


Raffaello Annicchiarico, dopo aver lavorato come microbiologo in un centro di ricerca agroalimentare, ha deciso di tornare alla sua formazione primaria, quella di agronomo, e di ristabilire un rapporto diretto con la terra e la vigna, partendo dal presupposto di salvaguardare, al contempo, la terra, le piante e l’uomo. I vini che produce a Castelvenere, in provincia di Benevento, in Campania, sono quindi vini naturali e sono tutti il frutto di un recupero attento di vecchie vigne e antichi vigneti autoctoni, come il grieco, forse clone del trebbiano, il cerreto, probabilmente clone della malvasia di Candia, l'agostinella, lo sciascinoso e il piedirosso; per Raffaello, infatti, recuperare un vecchio vitigno vuol dire portare in salvo un patrimonio culturale, oltre che genetico, di biodiversità e, pertanto, anche a ragione dei "tesori" che ci si trova a maneggiare, l’approccio all'agricoltura non può che essere svincolato dall’uso della chimica e della tecnologia, così come dalla programmazione e costruzione di vini pensati, esclusivamente, per il mercato. Raffaello è convinto che sia necessario farsi osservatori della natura e tutori dei luoghi e dei territori, producendo vini che, con il beneplacito della natura, possono vantare una loro entusiasmante variabilità, da annata ad annata e, spesso, anche da bottiglia a bottiglia. Anche in cantina, poi, il lavoro svolto è attento e oculato, con utilizzo di lieviti spontanei, abolizione di additivi chimici, correttivi e tecnologie invasive; l'affinamento avviene, infine, in barriques e botti realizzate con legni del territorio, come acacia, castagno e ciliegio. I vini naturali di Raffaello sono, quindi, sempre una nuova scoperta, mettono a nudo emozioni che riportano alla terra, all’erba nei filari, alla fauna e alla flora del luogo e all’ecosistema nella sua complessità; berli vuol dire, in definitiva, entrare nelle vigne e condividere il lavoro e gli sforzi della terra e della cultura contadina.