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I Favati


È da una lunga tradizione familiare cominciata nei primi anni del 1900, e fatta di intensa passione, di cultura e di incondizionato amore per il buon vino, che sul finire del secolo scorso, nel 1996 per l’esattezza, ha preso vita l’azienda vitivinicola “I Favati”. Ci troviamo nelle terre dell’Irpinia, altamente vocate per la vitivinicoltura, ed è qui che Rosanna Petrozziello, insieme con il marito Giancarlo Favati e con il cognato Piersabino Favati, conduce l’impresa che attualmente può contare su oltre quindici ettari di estensione vitata, suddivisi tra appezzamenti di proprietà e vigneti in affitto. Curando ogni aspetto della produzione, partendo dalla gestione agronomica fino ad arrivare alla commercializzazione dei prodotti finiti, la cantina è perfettamente organizzata, e strutturata così da arrivare a raggiungere puntualmente quello che da sempre è l’obiettivo principe dell’azienda: produrre vini di alta qualità. Rientranti negli areali di quelle che sono le principali DOCG della Campania, quali Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo, i filari aziendali sono condotti in maniera rigorosa e meticolosa, nel massimo rispetto di ambiente, natura ed ecosistema, cosicché si arrivano a vendemmiare uve schiette, pregiate e concentrate. Grappoli che in cantina vengono lavorati e interpretati esaltando ogni più piccola sfumatura che la stagione e il territorio sono stati capaci di esprimere nel frutto. Sotto la conduzione enologica di Vincenzo Mercurio, tutte le fasi, dalla fermentazione alla vinificazione, dall’invecchiamento all’affinamento, sono monitorate costantemente, in modo che in ognuna delle 100mila bottiglie prodotte annualmente si possano incontrare i massimi standard qualitativi possibili. Nascono in questa maniera vini di valore assoluto, materici ed estrattivi se si parla dei rossi, vitali, energici e ampi se si considerano invece i bianchi. Etichette, quelle che rimandano al nome de “I Favati”, da scoprire una a una, dal “Cretarossa” al “Terzotratto”, dal “Pietramara” al “Terrantica, fino ad arrivare ai buonissimi Spumanti “Cabrì”. Vini veri, vini sinceri.