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Cascina Castlèt


Cascina Castlèt appartiene da generazioni alla famiglia Borio; Mariuccia, l’attuale proprietaria, l'ha ereditata da suo padre, nel 1970.
I vigneti della tenuta, disposti su 31 ettari, si trovano tutti a Costigliole d’Asti, su colline dai pendii dolci, a circa trecento metri sul livello del mare, e sono il frutto di una scommessa che dura da anni e che punta sul territorio e sui vitigni del luogo: barbera, moscato, uvalino, ma anche cabernet sauvignon e chardonnay, quest’ultimo coltivato a Costigliole fin dalla fine settecento, quando il marchese Filippo Asinari di San Marzano lo piantò, qui, per la prima volta.
Negli anni si sono fatte scelte coraggiose che, però, hanno pagato e i vini, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline, dalle etichette suggestive, a volte provocatorie, e dai nomi estrosi, racchiudono tutti un piccolo segreto, un racconto, una storia, che l'avventore è invitato a conoscere.
Gli antichi muri di pietra della Cascina, poi, danno modo ai vini di affinare in silenzio e penombra, in grandi, scure e tradizionali botti di rovere da 34 ettolitri, mentre, un'altra cantina è appositamente riservata all'invecchiamento in barriques.
Alla Cascina si fa uso di macchine moderne e sofisticate, la linea di imbottigliamento è automatizzata e la pulizia è maniacale, così come il controllo su ogni fase della lavorazione.
Infine, in una sorta di attico spoglio, si trovano riposti i vassoi d’appassimento per le uve più preziose, destinate a concentrarsi per diventare quel vino raro, l’Uvalino, che una volta si dava in omaggio al prete, al medico o si teneva da parte per festeggiare.
In definitiva, tutto a Cascina Castlèt è questione di etica e di cultura e, prima di tutto, rispetto per l'ambiente e per chi ci lavora; chi sceglie una bottiglia di Cascina Castlèt ama le cose belle, le cose buone, le cose che fanno sognare.