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Cantina del Barone


Cantina del Barone, oggi di proprietà della famiglia Sarno, un tempo è stata nelle mani di un signorotto del napoletano il quale era solito lasciar circolare per le vigne alcuni pavoni, simbolo di nobiltà e ricchezza, si credeva che potessero influire - per una sorta di osmosi di charme - sull’eleganza dei vini prodotti. Dalla tradizione è così partito Luigi Sarno (al timone dell’azienda dal 2008), giovane enologo classe 1983 insignito nel 2018 di un prestigioso premio alla memoria di Giulio Gambelli per il miglior enologo under 40, per approdare alla sua idea, coraggiosamente contemporanea, di Fiano d’Avellino docg naturale. Luigi definisce i suoi vini coerenti e rappresentativi dell’andamento stagionale, complessi nella loro espressione aromatica e non monotoni sul varietale, ricerca di vini sì eleganti ma riducendo l’intervento in cantina al minimo indispensabile.
La cantina con i suoi due ettari e mezzo si trova nel borgo di Cesinali, in provincia di Avellino a 350 m s.l.m, cuore dell’Irpinia e culla dei migliori Fiano della Campania. Per accentuare questa vocazione, nel 2008 lo stesso Luigi ha reimpiantato completamente una vigna, il mezzo ettaro da cui nasce il Fiano Particella 928 - oggi il vino di punta di Cantina del Barone, cambiando soprattutto l’esposizione dei filari affinché l’irraggiamento solare fosse ottimale e la maturazione fenolica ideale per la riuscita di un vino naturale. Le viti, anche centenarie in alcuni casi, crescono su suoli di origine vulcanica, ma è grazie alla sostenuta presenza di roccia madre presente in superficie che le vigne traggono la componente affumicata tipica del fiano della zona d’Irpinia. La peculiarità dell’azienda è stata quella di specializzarsi e farsi riconoscere come produttori di fiano, operando un’agricoltura rispettosa dell’uomo e dell’ambiente, rifiutando l’adozione di sostanze di sintesi chimica che sono qui bandite dalla vigna e dalla cantina. Per la quadratura del cerchio di un discorso ecologico e di valorizzazione del terroir, oltre che a beneficio della simbiosi dei vigneti, l’azienda possiede un noccioleto, alberi da frutto e orti condotti in regime biologico.

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