Migliori Sagrantino di Montefalco per rapporto qualità-prezzo

Di Redazione

Negli anni Sessanta il Sagrantino era a un passo dalla scomparsa. Oggi è il rosso più tannico d'Italia, capace di reggere il confronto con il Barolo per struttura e con il Brunello per complessità aromatica. Ecco come orientarsi tra le etichette e dove trovare il miglior rapporto qualità prezzo.

Un vitigno salvato dall'estinzione

Il Sagrantino cresce quasi esclusivamente tra Assisi e Terni, su appena 837 ettari censiti nel 2020. Documentato già nel Cinquecento, per secoli è stato usato soprattutto per vini passiti dolci, e nel corso del Novecento la sua coltivazione si è ridotta fino a rischiare l'estinzione.

La svolta arriva negli anni Ottanta e Novanta, quando alcune cantine iniziano a vinificarlo in versione secca, non più solo dolce. Il risultato ottiene la DOCG Montefalco Sagrantino a metà anni Novanta, e oggi il disciplinare impone un affinamento minimo di 33 mesi prima della commercializzazione: più lungo di quello richiesto per il Chianti Classico Riserva.

Cosa aspettarsi nel bicchiere

Il Sagrantino ha uno dei tannini più fitti tra i vini italiani, spesso paragonato a quello del Barolo per intensità. Al naso emergono frutti di bosco, prugna e note speziate, con richiami balsamici nelle versioni più evolute. Serve tempo: bottiglia aperta almeno un'ora prima, calice ampio, temperatura di servizio tra 16 e 18°C.

A tavola funziona con piatti che reggano il confronto: brasati, cinghiale in umido, formaggi stagionati. È l'opposto di un vino da aperitivo, e proprio per questo resta uno dei rossi italiani meno riconosciuti fuori dall'Umbria, nonostante la qualità.

Le nostre 3 etichette

Non tutti i Sagrantino raccontano la stessa storia. Ecco tre modi diversi di entrare nella denominazione, dal punto di partenza più immediato al produttore che ha riportato il vitigno all'attenzione internazionale.

Sagrantino di Montefalco DOCG Memoira 2017 - Còlpetrone

Il Sagrantino più scelto su Tannico

Sagrantino di Montefalco DOCG "Memoira" 2017 - Còlpetrone

17,50€ · affinamento 33 mesi, di cui parte in barrique

A questo prezzo trovare un affinamento così lungo con questa concentrazione di frutto non è scontato. Se vuoi partire da un solo Sagrantino, questo è il punto di ingresso più solido della denominazione.

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Montefalco Sagrantino DOCG Collepiano 2021 - Arnaldo Caprai

Perché costa 10€ in più del Memoira

Montefalco Sagrantino DOCG "Collepiano" 2021 - Arnaldo Caprai

27€ · 22 mesi in barrique, altri 6 in bottiglia

Se il Memoira ti ha convinto e vuoi capire di cosa parlano davvero gli appassionati di Sagrantino, questo è il passo successivo. Arnaldo Caprai è la cantina che negli anni Novanta ha reso il Sagrantino secco un vino da collezione, non solo da passito. Le annate precedenti del Collepiano hanno raccolto punteggi da 90 a 94 su cento dai critici internazionali, e non è un caso che resti l'etichetta più rappresentativa della cantina.

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Montefalco Sagrantino DOCG 2020 - Antonelli

Per chi vuole confrontare stili diversi

Montefalco Sagrantino DOCG 2020 - Antonelli

23€ · cantina di famiglia dal 1881

Se Còlpetrone e Caprai rappresentano due modi di intendere il Sagrantino, Antonelli è il terzo: meno commerciale, più legato alla tradizione contadina della zona. Utile per chi vuole assaggiare due o tre interpretazioni fianco a fianco prima di scegliere la sua preferita.

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La selezione completa di Sagrantino di Montefalco DOCG, dalle etichette più accessibili alle riserve.

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