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Colle Alberti


"I conti Alberti erano un’antica famiglia nobiliare di origine longobarda, che attorno all’XI secolo possedevano vasti appezzamenti terrieri nella zona circostante Prato. È a loro che si deve il nome della località dove oggi è situata l’azienda vitivinicola “Colle Alberti”, le cui notizie storiche risalgono addirittura alla fine del 1200, quando nello stipulare un contratto di mezzadria, si parlava di Colle Alberti come di una tenuta estesa su una superficie complessiva di circa sei ettari. Nei secoli a venire, Colle Alberti passò di mano in mano assistendo a vari cambi di proprietà, fin quando nel XIX secolo la tenuta, tramite vari passaggi ereditari, non entrò nei possedimenti di Antonia Sappa, moglie di Leopoldo Valle, la cui famiglia ancora oggi ne detiene la proprietà.
Lo scenario di riferimento è quello delle terre di Cerreto Guidi, per cui siamo ovviamente in Toscana, in provincia di Firenze, all’interno dell’areale di produzione del Chianti. Estesa su una superficie totale che arriva a coprire 220 ettari, l’azienda può al momento contare su circa trenta ettari vitati, impiantati principalmente con le varietà autoctone di sangiovese e trebbiano toscano, affiancate, seppure in minor percentuale, da malvasia, colorino e canaiolo.
Tra i filari, il rispetto per ambiente, natura, biodiversità ed ecosistema è massimo, e ogni scelta agronomica è finalizzata a mantenere il perfetto equilibrio di ogni pianta, così da arrivare a raccogliere uve sane, schiette e pregiate, concentrate in ogni più piccola sfumatura organolettica. In cantina, seguendo i più antichi e radicati metodi produttivi toscani, le uve sono lavorate e interpretate cercando sempre di valorizzare ed esaltare tutto ciò che la stagione e il territorio sono stati capaci di raccontare nel frutto.
Ecco nascere così etichette altamente territoriali, specchio fedele della denominazione di appartenenza, nonché in grado di esprimere importanti standard qualitativi. Dal Chianti al “Biancoduva”, si arriva fino al Vin Santo del Chianti e al Vin Santo Occhio di Pernice: sono tutti vini, quelli che rimandano al nome “Colle Alberti”, che parlano la lingua della miglior eccellenza enologica di Toscana e non solo.
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