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Château Plaisance


Château Plaisance è un’azienda vitivinicola che nasce dalla passione della famiglia Penavayre per la viticoltura già dal 1870. I terreni della tenuta sorgono a Vacquiers, cittadina situata nella Francia sud occidentale e più precisamente nel dipartimento dell’Alta Garonna nella regione dell’Occitania. Il comune di Vacquiers si trova all’interno della regione vitivinicola dell’AOC Fronton. Padre e figlio Penavayre, Louis e Marc, sono tra i principali autori del rinnovamento nell’interpretazione del vitigno négrette, una varietà locale particolarmente coltivata e diffusa nel Sud Ovest della Francia.
Il terroir è particolarmente vocato alla coltivazione della vite, infatti la zona di Vacquiers si trova tra i due corsi d’acqua della Garonna e del Tarn, caratterizzata da un tipo di sedimentazione di origine alluvionale e posta ad un’altitudine di 220m s.l.m. I terreni sono magri e composti in buona parte da minerali come silicio e quarzo.
Ad oggi Château Plaisance può contare su una superficie di 30 ettari di terreno coltivati da cui si ricava una produzione di circa 150.000 bottiglie all’anno. Quando Marc Penavayre ha preso il controllo dell’azienda ha voluto fin da subito improntare tutto il lavoro su un ritorno alle tecniche di lavorazione della terra il più naturali ed equilibrate possibili. Dai primi anni del 2000 ha cominciato a non usare più fertilizzanti e diserbanti, preferendo prodotti naturali. Dal 2011 i vini della tenuta Château Plaisance sono certificati come biologici. In vigna la raccolta delle uve avviene sia con macchine che manualmente da viti di età media che si aggira attorno ai 35 anni. Il sogno, e quello che si auspica Marc Penavayre, è quello di riuscire a produrre vino composto al 100% da succo d’uva.
Per il momento le etichette proposte da Château Plaisance sono per i rossi: Château Plaisance, “Rend son jus”, “Alabets”, “Thibaut de Plaisance”, “Tot ço que cal”, “Serr Da Beg”, “Negret Pounjut”, “Grain de folie”. Per i vini bianchi: “Maelle Blanc”, “Cruchinet”, “L’Ahumat”, “Lakaat-e-barzh”.