I migliori 3 Lagrein per l'autunno: la selezione di Tannico

Di Redazione

Lagrein Alto Adige

Guida Tannico

I migliori Lagrein per l'autunno

Tre etichette per un vitigno che merita più attenzione

Quando si parla di Alto Adige, il pensiero corre quasi automaticamente ai bianchi: Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon. Il Lagrein resta più defilato, e non è giusto, perché è il rosso più radicato di questa terra, capace di un carattere gentile e insieme deciso che raramente si trova altrove.

Il rosso che l'Alto Adige non racconta abbastanza

Il Lagrein profuma di lampone scuro e mora matura, spesso con un fondo di sottobosco e humus che ricorda i funghi dopo la pioggia. È un profilo che lo rende perfetto quando l'estate lascia il passo alle prime giornate fresche. Ma non finisce lì: la sua struttura si presta bene anche all'affinamento in legno, che porta cannella, spezie e cioccolato fondente, aprendo la stagione giusta fino all'autunno più maturo.

Le fonti storiche lo citano già nel 1525, negli scritti del rivoluzionario altoatesino Michael Gaismair. Quello che per anni si è raccontato come una parentela vaga con altri vitigni del nord è in realtà molto più preciso. Le analisi genetiche hanno stabilito che il Lagrein nasce da un incrocio naturale tra Teroldego e Schiava Gentile, ed è pronipote del Pinot e cugino della Syrah. Un albero genealogico decisamente più interessante della solita etichetta di "vitigno autoctono".

Il dettaglio da sapere

Bozner Gries, la zona subito a ovest di Bolzano, è considerata il cru storico del Lagrein. Qui il vitigno trova il clima quasi mediterraneo che gli serve, con estati che a Bolzano toccano regolarmente i 40°C, e suoli argillosi capaci di trattenere l'umidità giusta. Non a caso il nome stesso della sottozona, Gries, torna spesso in etichetta quando i produttori vogliono segnalare la provenienza più identitaria.

Tre etichette diverse per capire davvero il Lagrein, dalla versione più immediata a quella pensata per aspettare in cantina.

Cantina Tramin

Cantina Tramin è una delle cooperative più solide dell'Alto Adige, con una reputazione che va ben oltre i confini regionali. Il suo Lagrein non cerca la complessità a ogni costo: punta su un sorso agile e diretto, pensato per essere versato senza troppe cerimonie.

Alto Adige Lagrein DOC Cantina Tramin

Alto Adige Lagrein DOC

2025 - Cantina Tramin

13,50€ · da aprire senza pensarci troppo

Rubino scuro, naso di piccoli frutti rossi e viola, palato pieno e morbido. Sei mesi tra legno e cemento bastano per arrotondarlo senza appesantirlo: il Lagrein giusto per i primi piatti autunnali più sostanziosi.

Scopri su Tannico →

Brunnenhof

Brunnenhof lavora dall'inizio del millennio su vigneti quasi centenari nella zona di Mazzon, una delle aree più vocate dell'Alto Adige. Un anno in botti di rovere porta il suo Lagrein verso un registro più scuro, adatto a piatti con più carattere.

Alto Adige Lagrein DOC Brunnenhof

Alto Adige Lagrein DOC

2023 - Brunnenhof

21€ · da vigne quasi centenarie

Frutta scura matura, ribes, rose e spezie al naso, un tannino vellutato in bocca. Con secondi di carne e formaggi stagionati trova il suo terreno più naturale.

Scopri su Tannico →

Hans Rottensteiner

Il "Grieser Select" di Hans Rottensteiner porta il nome della sua zona d'origine direttamente in etichetta: le uve arrivano da tre appezzamenti distinti, tutti a Gries, il cru storico del vitigno. Dodici mesi in barrique di rovere francese gli danno una struttura pensata per durare.

Alto Adige Lagrein Riserva Grieser Select Hans Rottensteiner

Alto Adige Lagrein Riserva DOC

"Grieser Select" 2022 - Hans Rottensteiner

28€ · meglio se aspetti qualche anno

Rubino carico, ciliegia e prugna che sfumano in confettura e frutti di bosco maturi. È un Lagrein da lasciare in cantina ancora un po': col tempo diventa più articolato, non meno.

Scopri su Tannico →

Cosa mettere in tavola

Non tutti i Lagrein vogliono lo stesso piatto. Con una polenta ai funghi o un risotto al radicchio, meglio puntare su versioni giovani e fresche, dove i frutti di bosco croccanti restano protagonisti. Uno stinco di maiale o uno spezzatino di vitello chiedono invece qualcosa di più evoluto, magari passato in legno, che porti complessità in più.

Vale la regola semplice: primi piatti autunnali con il Lagrein più agile, secondi più robusti con quello che ha avuto tempo di maturare. Le tre etichette di questa selezione coprono già bene entrambi i casi.

Scopri su Tannico

Tutti i Lagrein nel catalogo Tannico

Dalle versioni più fresche alle riserve da invecchiamento, la selezione completa del rosso più identitario dell'Alto Adige.

Esplora la selezione →