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Elio Altare


Elio Altare rappresenta un personaggio importante nella storia recente delle Langhe. Fu il nonno di Elio, Giuseppe, a comprare la cascina con i primi 5 ettari di proprietà nel comune di La Morra, nel cuore delle Langhe.
In un periodo molto difficile per la zona, nel '76 il giovane Elio Altare partì alla volta della Borgogna e lì imparò a conoscere nuove tecniche di produzione e il modo con cui i Francesi riuscissero a valorizzare al meglio i propri vini. Così dallo spirito innovatore di alcuni figli di quei viticoltori storici delle Langhe nacque il movimento dei Barolo Boys negli anni '80, di cui Elio Altare fu uno dei protagonisti principali: un movimento che cercò di far conoscere le Langhe nel mondo, attraverso una maggiore innovazione in cantina e l'uso di barriques per l'affinamento.
In questo modo Elio Altare e gli altri Barolo Boys andarono completamente controcorrente, abbandonando la tradizione barolista che prevedeva l'uso delle botti grandi, spesso riutilizzate per lunghi anni.
Uno dei grandi meriti di Elio Altare è stato quello di aver portato avanti fermamente il suo credo anche dopo il boom del movimento: ancora oggi utilizza le barriques per l'affinamento, mantenendo in vigna un lavoro fortemente naturale e creando dei vini forse ad oggi ancora maggiormente compresi ed elogiati all'estero.
Ai 5 ettari di proprietà si sono affiancati altrettanti in affitto, a La Morra ed alcuni a Barolo, Castiglione Falletto, Monforte e Serralunga d’Alba. Dal 2000 la cantina è portata avanti dalla prima figlia Silvia che gestisce l'azienda in modo magistrale, riuscendo a preservare al massimo il prestigio dei vini del papà nel mondo.