I migliori rossi veneti da regalare

Di Valeria Gubelli

Rossi veneti Valpolicella

Guida Tannico

I migliori rossi veneti da regalare

Tre etichette, tre territori: Colli Euganei, Colli Berici e Valpolicella

Non è un caso che il Veneto sia la prima regione italiana per produzione di vino: la vite ci cresce da prima dei Romani. Oggi il territorio si divide in zone con caratteri completamente diversi tra loro, dalla Valpolicella ai Colli Berici fino ai Colli Euganei. Le tre etichette che seguono raccontano quella varietà meglio di qualsiasi elenco di denominazioni.

Il Veneto non è solo Amarone

Quando si parla di rossi veneti, il pensiero corre quasi automaticamente all'Amarone. È comprensibile, ma riduttivo. La regione ospita anche i Colli Euganei, dove Merlot, Cabernet e Carmenère crescono su suoli di origine vulcanica. E i Colli Berici, dove un Merlot in purezza può raccontare il territorio quanto un grande rosso di Valpolicella. Le tre etichette che seguono coprono tre zone diverse, non tre variazioni sullo stesso tema.

Solo l'ultima delle tre segue il disciplinare più rigido, quello dell'Amarone. La Corvina, da sola o insieme al Corvinone, deve rappresentare tra il 45 e il 95% dell'uvaggio, la Rondinella tra il 5 e il 30%. Altre varietà autorizzate nella provincia di Verona possono comparire, ma solo fino a un massimo del 25% complessivo. Le altre due denominazioni seguono regole completamente diverse, coerenti con vitigni che non hanno nulla a che vedere con la Valpolicella.

Alla Costiera

Sui Colli Euganei, colline di origine vulcanica a sud-ovest di Padova, la denominazione locale ammette un assemblaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carmenère, spesso con piccole aggiunte di Raboso a dare acidità. Il "Trachite" di Alla Costiera prende il nome dalla roccia vulcanica che caratterizza questi terreni fin dall'Ottocento, quando i primi vitigni bordolesi furono impiantati nella zona.

Colli Euganei Rosso Trachite Alla Costiera

Colli Euganei Rosso DOC

"Trachite" 2022 - Alla Costiera

16€ · l'unico dei tre da suoli vulcanici

Rosso carico e impenetrabile alla vista, con ciliegie mature, prugne secche e frutti neri al naso. La componente vulcanica del terreno si sente in un finale più sapido del previsto: da provare con salumi o formaggi di media stagionatura.

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Inama

Inama lavora sul versante orientale dei Monti Lessini, nel cuore della zona del Soave, ma non si limita ai bianchi. Il suo "Campo del Lago" nasce da uve Merlot coltivate sui Colli Berici, una denominazione che raramente finisce sotto i riflettori accanto alla Valpolicella. È un Merlot pensato per esprimere il territorio, non per inseguire lo stile bordolese.

Colli Berici Campo del Lago Inama

Colli Berici DOC

"Campo del Lago" 2022 - Inama

25€ · Merlot in purezza, non in assemblaggio

Rubino intenso, frutti scuri, sottobosco e note di caffè e cacao dal passaggio in barrique. Morbido e rotondo, con un legno mai invadente: si accompagna bene a gnocchi di patate al ragù.

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Massimago

Massimago si trova nella Valle di Mezzane, in una delle zone più nascoste della Valpolicella Orientale, condotta da Camilla Rossi Chauvenet secondo pratiche di agricoltura biologica certificata. Il fruttaio dove appassiscono le uve è progettato per una ventilazione naturale, senza climatizzazione artificiale: un dettaglio tecnico che incide direttamente sul risultato in bottiglia.

Il "Conte Gastone" nasce con un obiettivo preciso, dichiarato dalla stessa cantina: essere l'Amarone da aprire nei momenti informali, non solo per l'occasione speciale. Una macerazione a freddo più lunga del solito e un affinamento che privilegia i grandi botti al posto della barrique piccola danno un profilo più fruttato e meno tannico della media della denominazione. La struttura che rende un Amarone riconoscibile come tale, però, resta.

Amarone della Valpolicella Conte Gastone Massimago

Amarone della Valpolicella DOCG

"Conte Gastone" 2021 - Massimago

45€ · un Amarone pensato per essere meno impegnativo

Rubino intenso, ciliegia e prugna fresche più che confettura, tannino morbido invece che serrato. È l'Amarone giusto per chi lo trova di solito troppo pesante da bere fuori da un'occasione speciale: qui regge bene anche una cena qualunque.

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Come servirli e cosa abbinare

Con le annate più impegnative, in particolare l'Amarone, vale la pena decantare qualche ora prima di servire: l'ossigenazione aiuta il vino ad aprirsi e a mostrare tutta la complessità dei profumi. Non è un passaggio obbligatorio per il Ripasso o per il Merlot dei Colli Berici, ma non guasta nemmeno lì.

Sul fronte degli abbinamenti, i rossi veneti trovano terreno naturale con primi conditi a base di carne, brasati, arrosti e formaggi stagionati. Non serve una regola più complicata di questa: sono vini pensati per la tavola, non per la teoria.

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