Vini Marchigiani: storia, caratteristiche e principali vitigni

Di Redazione

vigneti delle Marche

Le Marche sono una delle regioni più equilibrate d'Italia dal punto di vista enologico. Bianchi e rossi si dividono la scena quasi alla pari, con una qualità che negli ultimi anni è cresciuta senza fare troppo rumore. È una terra che vive all'ombra delle vicine Toscana e Umbria nella percezione comune, ma che ha tutte le carte in regola per essere scoperta con più attenzione.

Storia e territorio

La viticoltura marchigiana ha radici antichissime, che risalgono all'arrivo dei Greci nel IV secolo a.C. Furono poi gli Etruschi a spingerne davvero lo sviluppo, tanto che in epoca romana la coltivazione della vite era già un pilastro dell'economia locale. Come in gran parte d'Italia, la fillossera di fine Ottocento devastò i vigneti, e la ricostruzione richiese decenni.

Oggi la regione conta circa 17.500 ettari vitati, con il 40% dedicato a vini a denominazione: 15 DOC e 5 DOCG. Il territorio condivide diversi tratti con Toscana e Umbria, le vicine a ovest: suoli calcarei di origine marina, vigneti prevalentemente collinari, un clima temperato con estati calde e secche. Ma le Marche non sono uniformi al loro interno. A nord, verso Ancona, il clima è più continentale; scendendo verso Ascoli Piceno, a sud, diventa via via più mediterraneo.

Il vitigno più coltivato non è quello che pensi

  • Il Sangiovese è il vitigno più diffuso in assoluto, con oltre 6.200 ettari, seguito dal Montepulciano con 4.600.
  • Il Verdicchio, pur essendo il bianco più identitario e famoso della regione, occupa "solo" 2.760 ettari circa.
  • Il Sangiovese compare in ben sei delle 15 DOC marchigiane, spesso assemblato con il Montepulciano.

Verdicchio, il bianco identitario

Se c'è un vino che rappresenta le Marche nel mondo, è il Verdicchio. Si produce da almeno il Trecento in due zone distinte: i Castelli di Jesi, a circa 30 km dal mare Adriatico, e Matelica, molto più interna e in quota, verso il confine con l'Umbria. Un dettaglio curioso emerso dagli studi sul DNA: il Verdicchio è geneticamente identico al Trebbiano di Soave, di Lugana e Valtenesi. Stessa uva, nomi diversi, un altro esempio di quanto la storia varietale italiana sia intrecciata.

Castelli di Jesi è la DOC più grande delle Marche, circa 2.200 ettari. Non distingue tra vigneti di pianura e di collina, a parte la storica sottozona Classico attorno a Cupramontana, dove piccoli produttori firmano vini complessi da singola vigna. Matelica è una zona molto più piccola, appena 200 ettari, ma con vigneti in quota meglio esposti. Nel 2011 sono nate due DOCG dedicate alle versioni più ambiziose: Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Verdicchio di Matelica Riserva, entrambe con un affinamento minimo di 18 mesi prima dell'uscita in commercio.

Come riconoscere un buon Verdicchio

  • Stile moderno: fermentazione a temperatura controllata, senza contatto con le bucce; naso di mandarino, acidità limonata, mineralità, un lieve tannino sul finale.
  • Stile più tradizionale: una parte di fermentazione sulle bucce, per vini più pieni e strutturati.
  • Longevità: i migliori esemplari possono invecchiare anche dieci anni o più.
  • Curiosità: il Verdicchio è tra i primi spumanti italiani, con una tradizione che risale alla metà dell'Ottocento.

🍇 Marche · Castelli di Jesi e Matelica

Il Verdicchio

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I rossi: Conero e Rosso Piceno

Sul fronte rosso, il Montepulciano trova la sua espressione più seria nel Conero DOCG, prodotto sulle colline che si affacciano sul mare vicino ad Ancona. La versione DOC, Rosso Conero, segue un disciplinare simile ma con rese leggermente più alte e un affinamento minimo di due anni in botte.

Più a sud, nell'entroterra Piceno, si produce il Rosso Piceno, tradizionalmente un assemblaggio di Montepulciano e Sangiovese. Il disciplinare è cambiato nel tempo: la quota minima obbligatoria di Sangiovese, un tempo fissata al 50%, è scesa al 15%, e oggi sono ammesse anche versioni varietali in purezza. Lo stile spazia da vini semplici e freschi, vinificati in acciaio e pensati per essere bevuti giovani, a versioni più serie con affinamento in legno. Il Rosso Piceno Superiore indica una zona storica più piccola, con rese leggermente inferiori. Vale la pena segnalare anche il Sangiovese dei Colli Pesaresi, vicino alla costa, capace di un'eleganza sorprendente. C'è poi la piccola produzione della Lacrima di Morro d'Alba, rossi profumati e di corpo medio da un vitigno autoctono quasi introvabile fuori regione.

🍷 Marche · Conero e Rosso Piceno

I rossi delle Marche

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Offida e le altre denominazioni

La denominazione Offida, nella provincia di Ascoli Piceno, è stata promossa da DOC a DOCG proprio agli inizi degli anni Duemiladieci, un segnale della fiducia crescente in questo territorio. Il bianco si produce da Pecorino o Passerina, due vitigni autoctoni che negli ultimi anni hanno conquistato una nuova generazione di produttori decisi a valorizzarne il potenziale con rese più basse. Il rosso Offida, invece, deve contenere almeno l'85% di Montepulciano. La DOC parallela Terre di Offida è riservata ai bianchi in purezza di Passerina.

Completano il quadro altre due denominazioni più di nicchia. La Vernaccia di Serrapetrona DOCG, in provincia di Macerata, è uno spumante rosso dolce raro, ottenuto da Vernaccia Nera; la DOC Colli Pesaresi, nella zona di Pesaro, include anche versioni rosse da Sangiovese.

🌿 Marche · Offida

Pecorino e Passerina

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🌿 Marche · Offida

Passerina

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Le cantine da conoscere

Tra le cantine che hanno costruito la reputazione qualitativa delle Marche ci sono nomi storici come Umani Ronchi, punto di riferimento del Verdicchio dei Castelli di Jesi. A questi si aggiungono Bucci, Fattoria San Lorenzo, Pievalta e CasalFarneto. A questi si affiancano realtà che hanno saputo valorizzare i rossi e le altre denominazioni della regione, contribuendo a portare le Marche fuori dall'ombra delle regioni vicine.

Un consiglio di abbinamento

Il Verdicchio è uno dei bianchi italiani più versatili a tavola: dal pesce crudo ai crostacei, fino ai primi piatti conditi con crostacei o funghi. Trovi la nostra guida completa agli abbinamenti Verdicchio.

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