DANIELE RICCI

Cantina · Colli Tortonesi, Piemonte

Il bianco che il Piemonte aveva dimenticato

Costa Vescovato · Timorasso, Barbera

Territorio

Costa Vescovato, Tortona

Vitigni principali

Timorasso, Barbera

Dal

1929

A Costa Vescovato, tra le colline della provincia di Alessandria, la famiglia di Daniele Ricci fa vino dal 1929. Il territorio è quello dei Colli Tortonesi, un angolo di Piemonte lontano dai riflettori delle Langhe ma legato a un bianco che ha rischiato l'estinzione: il Timorasso. Quasi scomparso nel dopoguerra, quando i contadini preferirono varietà più facili, è tornato in vita grazie a pochi produttori ostinati. Daniele Ricci appartiene a questa schiera di artigiani che ha riportato in auge un vitigno autoctono dimenticato, vinificandolo con un approccio poco interventista.

Perché il Timorasso vale la pena

Il Timorasso è un bianco di struttura, lontano dai vini leggeri da bere subito: ha corpo, sapidità e una notevole capacità di invecchiare, qualità che lo hanno reso il caso enologico più interessante del Piemonte bianco degli ultimi decenni. Accanto al Timorasso, Daniele Ricci lavora i rossi di casa, su tutti la Barbera, qui spesso vinificata in versioni che puntano sulla bevibilità più che sulla potenza. La gamma racconta un territorio di confine, con una mano che privilegia la naturalezza.

Quale scegliere e a tavola

La Barbera è il punto di partenza, tra le bottiglie più accessibili come prezzo, versatile su salumi, primi piatti e la cucina piemontese di tutti i giorni. Il Timorasso chiede un po' più di attenzione e dà il meglio su piatti strutturati, dal pesce ai primi ricchi, e regge bene qualche anno di bottiglia. Per inquadrare Daniele Ricci nel suo contesto, vale la pena esplorare gli altri vini del Piemonte in catalogo, oltre i nomi più celebri delle Langhe.

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